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(v.p.) Investire nei comparti strategici senza trascurare il territorio d'origine, puntando sulle energie rinnovabili, su un centro di formazione e proseguendo, poi, con l'espansione grazie all'alleanza con nuovi partner lombardi per meglio affrontare il mercato.
Il presidente del consiglio di sorveglianza di A2A, Graziano Tarantini, nel corso di una conferenza stampa ha commentato il piano industriale pluriennale (2010-2014) dell'utility nata dalla fusione tra Asm Brescia e Aem Milano che prevede 2,6 miliardi di investimenti (leggi qui).
"Devo dire che una volta recepiti i meccanismi di fusione dalle due anime dell'azienda", ha spiegato Tarantini, "il documento è stato approvato all'unanimità. Dunque i dirigenti hanno acquisito la giusta coscienza che ha poi il fine ultimo di garantire alla società un futuro sul mercato, dato che A2A è quotata in Borsa e che non opera in un monopolio".
Secondo il manager, però, è necessario che anche gli azionisti facciano un ulteriore sforzo, "proprio per garantire all'azienda il dinamismo necessario per affrontare il mercato. Ormai bisogna uscire dall'ottica della territorialità, dato che A2A è presente anche in Francia, in Montenegro, in Calabria o in Campania. Nessuno deve valutare solo le singole ricadute sul territorio, ma sono da valutare le strategie dell’insieme del gruppo".
I due territori di origine, comunque, rimangono strettamente collegati alla scelte effettuate dalla cabina di regia, "e lo dimostrano i 545 milioni che saranno investiti nel Bresciano”, ha fatto notare Tarantini. “Proprio nella nostra città verranno impegnati 150 milioni per il rewamping della centrale di Lamarmora, 142 milioni per il comparto dei rifiuti, una somma importante andrà nel ciclo idrico integrato e nelle reti di gas ed elettricità". Naturalmente, proprio per le dimensioni raggiunte, bisognerà ottimizzare le risorse a disposizione tagliando in settori non strategici.
C'è poi la questione legata ad Edison, che lo stesso Tarantini ha definito una impasse: "Noi siamo un'azienda industriale, purtroppo in Edison siamo partner finananziari. Siamo all'interno di un patto di sindacato che scade nel 2011 e quindi nei prossimi mesi vedremo come risolvere una serie di questioni. Non escludo nessuna ipotesi nella trattativa che si intavolerà con i francesi, ma dovrà esserci un guadagno reciproco. Attualmente, invece, i debiti dell'azienda vengono sommati ai nostri nel calcolo del rating di A2A, e questo di certo non ci aiuta, mentre di benefici finanziari ne abbiamo pochi".
La questione dividendi, per il momento, è prematura. "Gli organi dell'azienda si incontreranno a marzo, e lì si prenderà una decisione. Naturalmente una società come A2A deve garantire gli utili ai propri azionisti, anche con le riserve, dato che sono accantonate apposta per essere utilizzate in caso di necessità. Voglio comunque ricordare che se non avessimo avuto multe e moratoria fiscale, la nostra azienda avrebbe avuto un utile più alto del 2008".
Sulla cifra destinata ai due municipi, quindi, ancora non si sa nulla, "nè conosco i motivi per i quali a Brescia la previsione di dividendo è di 60 milioni, mentre a Milano che ha lo stesso numero di azioni è di 15. Noi non possiamo ancora ragionare su dati definitivi".
A Brescia, poi, ci sono due progetti ritenuti stretegici per il futuro. Il primo riguarda la nascita di un centro di formazione rivolto sia al personale interno, sia a persone esterne al gruppo, "la nostra idea è quella di creare un vero e proprio campus scientifico e di approfondimento per tutta una serie di materie che trattiamo abitualmente. C'è poi il discorso della formazione interna: ci sono 9mila dipendenti che devono essere costantemente aggiornati".
Brescia sarà al centro anche di un test sulle auto elettriche: "Ci doteremo di 20 veicoli Renault alimentati a elettricità", ha detto Paolo Rossetti, responsabile dello sviluppo organizzativo, "e dovremo, quindi, creare 70 punti di approvvigionamento nel nostro territorio. Dopo la sperimentazione decideremo se ampliare il servizio".
Sull'espansione di A2A Tarantini ha concluso ribadendo la posizione del consiglio: "Vogliamo trovare nuovi partner lombardi con cui crescere. Siamo interessati a discutere con altre realtà che ormai non possono continuare a camminare da sole nel mercato. Attualmente", ha aggiunto Tarantini, incalzato da un giornalista, "non abbiamo trattative con Linea Group (Cogeme, ndr), anche se spero che già domani ci possano essere delle novità".
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