di Silvana Salvadori
I rilievi delle particelle d’amianto presenti nell’aria che respiriamo ci dicono che a Brescia possiamo stare tranquilli. L’amianto (o asbesto) c’è, ma non è massicciamente polverizzato nell’etere e quindi non è dannoso per l’uomo.
Resta però il problema: l’amianto si deteriora facilmente perché nella stragrande maggioranza dei casi è stato impiegato per la costruzione dei tetti, esposti continuamente agli agenti atmosferici.
Basta una forte grandinata, come quelle che in estate devastano i raccolti della Bassa, per rompere la superficie (ricordiamo che l’asbesto è stato messo al bando dal 1992 e quindi le strutture che lo contengono sono tutte piuttosto vecchie) e sprigionare nell’aria le fibre di amianto. Sono quelle ad essere tossiche per l’uomo, sono quelle che causano malattie, spesso incurabili: E che possono rivelarsi solo dopo molti anni (leggi l'articolo).
A Brescia sono 4.015 i siti contenenti amianto
L’ultimo dato della Regione Lombardia, aggiornato a febbraio 2009, sull’asbesto presente nella provincia di Brescia parla di 4.015 siti - tra pubblici (228) e privati (3.787) - che lo contengono. In tutta la Lombardia sono stati censiti finora 28.200 siti contenenti amianto. Al momento solo l’Asl di Mantova ne ha rilevati più di noi: 7.200.Il censimento non è stato ancora completato, sebbene il Pral (Piano regionale amianto della Lombardia: scaricalo qui) ne imponesse la conclusione entro tre anni dall’approvazione del piano stesso, avvenuta il 22 dicembre 2005.
“Siamo un po’ in ritardo con il censimento perché ora tocca ai comuni segnalarci la presenza di amianto sul loro territorio dopo che hanno ricevuto le rilevazioni fatte da noi e dall’Arpa. Molti però hanno poche risorse e poco personale e giustamente dedicano il loro lavoro a progetti più urgenti, quelli di quotidiana amministrazione”, ha spiegato a quiBrescia.it Fabrizio Speziani, capo dipartimento di prevenzione medica dell’Asl di Brescia.
Anche il comune di Brescia è in ritardo con il censimento anche perché, fanno sapere dall’assessorato all’Ambiente guidato da Paola Vilardi, “L’Arpa non ci ha ancora trasmesso le fotorilevazioni aeree”.
Rispetto a quasi tutte le realtà lombarde, Milano compresa, l’Asl di Brescia è comunque più avanti nel lavoro. Infatti dopo Mantova siamo la provincia con il maggior numero di dichiarazioni amianto ricevute.
I 28.200 siti lombardi contenenti amianto hanno un volume totale di 571.618 metri cubi, dei quali oggi solo 83.686 metri cubi sono stati bonificati. Infatti il 35% di questi siti sono già stati bonificati (5.228 pari al 18,5%) o sono in fase di bonifica (4.879, pari al 17,3%).
Per la bonifica, la Regione ha infatti costruito una graduatoria di priorità che al momento contiene 88 strutture pubbliche. Fra queste, due soltanto sono bresciane: si tratta della sede dell’Asl di Breno e gli uffici di Pisogne in via Isonni.
Nel solo 2008 a Brescia sono stati tolti 42.335 metri cubi di amianto, più che in qualunque altra provincia lombarda (Milano ne ha rimossi 41.164). Nel 2007 a Brescia ne erano stati portati via, soprattutto dai tetti, 26.440 metri cubi, nel 2006 11.339.
Valtrompia e Valcamonica le zone più controllate
Per capire quanto amianto ci fosse in tutta la Lombardia, è stata fatta una rilevazione aerea (una aerofotogrammetria con tecnologia Mivis) delle aree che, per le loro caratteristiche, potevano essere più interessate dal fenomeno (territorio antropizzato con insediamenti industriali di vecchia data).
Dalla mappatura è uscita una stima complessiva sulla presenza di amianto nella nostra regione pari a circa 2.800.000 metri cubi, decisamente superiore alle attese
Delle quattro aree prescelte, tre sono nella nostra provincia: Valtrompia, Valcamonica e l’area dell’A4 da Brescia a Milano. La quarta è il territorio di Olona, fra Monza e Varese. In Valtrompia e Valcamonica rispettivamente è stata rilevata una superficie contenente amianto di 423.650 e 564.638 metri quadrati (per 14.122 e 18.821 metri cubi di materiale).
Il rilevamento sull’A4 non è stato suddiviso in province, ma considerato nel suo complesso. Per tutta la provincia di Brescia le rilevazioni finora condotte portano a una stima della presenza di amianto pari a 446.473 metri cubi, poco meno di quattro volte il grattacielo Pirelli di Milano (leggi qui il documento della Regione).
L’amianto nell’aria bresciana oggi è quasi a zero
L’aspetto più pericoloso dell’amianto, come ricordavamo, è la sua presenza nell’aria che poi finisce nei nostri polmoni e causa malattie. È soprattutto questo dato, quindi, che Asl e Arpa tengono costantemente sotto controllo.
A Brescia la postazione di prelievo dei campioni d’aria è in via Cantore, nella sede del dipartimento dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa).
Brescia nel 2007 e 2008 (il dato è fino a settembre) non ha mai superato lo 0,05 ff/L (fibre disperse per litro d’aria, rilevato a ottobre 2007 e febbraio 2008), sebbene occorra ricordare che a dicembre 2007, gennaio e marzo 2008 i filtri della centralina fossero talmente intasati dalle Pm10 che non hanno potuto fornire rilevazioni valide.
Siamo vicini al minimo rilevabile dagli strumenti (0,02 - 0,07 ff/L). E questa è una situazione condivisa con tutta la Lombardia dove negli ultimi due anni non si è mai superato lo 0,06 ff/L (tranne in un dato anomalo riscontrato a Como ma subito rientrato).
Quindici anni fa la situazione non era così. Nell’aria della Lombardia era presente amianto in quantità considerevole, anche nella nostra città. La fonte principale però, con tutta probabilità, erano le pastiglie dei freni delle automobili poiché tutte contenevano asbesto.
“Con il consumarsi delle pastiglie veniva rilasciata nell’aria anche polvere di amianto. Le quantità in sè erano piccole, ma sommando fra loro il grande numero di veicoli si generava un inquinamento serio”, spiega ancora Speziani. Proprio per questo vennero vietate le pastiglie per freni contenenti asbesto, e da 15 anni a questa parte la concentrazione nell’aria di fibre d’amianto è andata calando costantemente.
I paesi bresciani controllati dal cielo
Nel dettaglio, le rilevazioni fatte con tecnologia Mivis per alcuni comuni della nostra provincia sono pari o molto vicine al 100% di tutta la superficie comunale. Così per queste realtà si può avere già la cubatura esatta dell’amianto presente sui tetti.
Ecco l’elenco completo dei dati disponibili.
Adro 3.400 metri cubi, Borgosatollo 2.699, Brescia 40.871, Capriolo 3.702, Castegnato 7.868, Castel Mella 4.155, Cazzago San Martino 5.633, Cellatica 2.456, Cividate Camuno 1.002, Coccaglio 4.990, Collebeato 1.967, Concesio 1.207, Corte Franca 3.431, Erbusco 4.403, Ospitaletto 4.579, Palazzolo 8.654, Paratico 1.387, Passirano 5.671, Rodengo 3.722, Roncadelle 5.085, Rovato 2.219, San Zeno Naviglio 4.024, Torbole 4.602, Travagliato 5.533.
1. Continua (leggi qui la seconda puntata e qui la terza)
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