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Giovedì, 2 settembre 2010 21:55:24

Ambiente
A Brescia una montagna di amianto
domenica 06 dicembre 2009
di Silvana Salvadori

I rilievi delle particelle d’amianto presenti nell’aria che respiriamo ci dicono che a Brescia possiamo stare tranquilli. L’amianto (o asbesto) c’è, ma non è massicciamente polverizzato nell’etere e quindi non è dannoso per l’uomo.
Resta però il problema: l’amianto si deteriora facilmente perché nella stragrande maggioranza dei casi è stato impiegato per la costruzione dei tetti, esposti continuamente agli agenti atmosferici.
Basta una forte grandinata, come quelle che in estate devastano i raccolti della Bassa, per rompere la superficie (ricordiamo che l’asbesto è stato messo al bando dal 1992 e quindi le strutture che lo contengono sono tutte piuttosto vecchie) e sprigionare nell’aria le fibre di amianto. Sono quelle ad essere tossiche per l’uomo, sono quelle che causano malattie, spesso incurabili: E che possono rivelarsi solo dopo molti anni (leggi l'articolo).

A Brescia sono 4.015 i siti contenenti amianto
amianto1.jpgL’ultimo dato della Regione Lombardia, aggiornato a febbraio 2009, sull’asbesto presente nella provincia di Brescia parla di 4.015 siti - tra pubblici (228) e privati (3.787) - che lo contengono. In tutta la Lombardia sono stati censiti finora 28.200 siti contenenti amianto. Al momento solo l’Asl di Mantova ne ha rilevati più di noi: 7.200.Il censimento non è stato ancora completato, sebbene il Pral (Piano regionale amianto della Lombardia: scaricalo qui) ne imponesse la conclusione entro tre anni dall’approvazione del piano stesso, avvenuta il 22 dicembre 2005.
“Siamo un po’ in ritardo con il censimento perché ora tocca ai comuni segnalarci la presenza di amianto sul loro territorio dopo che hanno ricevuto le rilevazioni fatte da noi e dall’Arpa. Molti però hanno poche risorse e poco personale e giustamente dedicano il loro lavoro a progetti più urgenti, quelli di quotidiana amministrazione”, ha spiegato a quiBrescia.it  Fabrizio Speziani, capo dipartimento di prevenzione medica dell’Asl di Brescia.
Anche il comune di Brescia è in ritardo con il censimento anche perché, fanno sapere dall’assessorato all’Ambiente guidato da Paola Vilardi, “L’Arpa non ci ha ancora trasmesso le fotorilevazioni aeree”.
Rispetto a quasi tutte le realtà lombarde, Milano compresa, l’Asl di Brescia è comunque più avanti nel lavoro. Infatti dopo Mantova siamo la provincia con il maggior numero di dichiarazioni amianto ricevute.
I 28.200 siti lombardi contenenti amianto hanno un volume totale di 571.618 metri cubi, dei quali oggi solo 83.686 metri cubi sono stati bonificati. Infatti il 35% di questi siti sono già stati bonificati (5.228 pari al 18,5%) o sono in fase di bonifica (4.879, pari al 17,3%).
Per la bonifica, la Regione ha infatti costruito una graduatoria di priorità che al momento contiene 88 strutture pubbliche. Fra queste, due soltanto sono bresciane: si tratta della sede dell’Asl di Breno e gli uffici di Pisogne in via Isonni.
Nel solo 2008 a Brescia sono stati tolti 42.335 metri cubi di amianto, più che in qualunque altra provincia lombarda (Milano ne ha rimossi 41.164). Nel 2007 a Brescia ne erano stati portati via, soprattutto dai tetti, 26.440 metri cubi, nel 2006 11.339.

Valtrompia e Valcamonica le zone più controllate
amianto2.jpgPer capire quanto amianto ci fosse in tutta la Lombardia, è stata fatta una rilevazione aerea (una aerofotogrammetria con tecnologia Mivis) delle aree che, per le loro caratteristiche, potevano essere più interessate dal fenomeno (territorio antropizzato con insediamenti industriali di vecchia data).
Dalla mappatura è uscita una stima complessiva sulla presenza di amianto nella nostra regione pari a circa 2.800.000 metri cubi, decisamente superiore alle attese
Delle quattro aree prescelte, tre sono nella nostra provincia: Valtrompia, Valcamonica e l’area dell’A4 da Brescia a Milano. La quarta è il territorio di Olona, fra Monza e Varese.
In Valtrompia e Valcamonica rispettivamente è stata rilevata una superficie contenente amianto di 423.650 e 564.638 metri quadrati (per 14.122 e 18.821 metri cubi di materiale).
Il rilevamento sull’A4 non è stato suddiviso in province, ma considerato nel suo complesso.
Per tutta la provincia di Brescia le rilevazioni finora condotte portano a una stima della presenza di amianto pari a 446.473 metri cubi, poco meno di quattro volte il grattacielo Pirelli di Milano (leggi qui il documento della Regione).

L’amianto nell’aria bresciana oggi è quasi a zero
amianto3.jpgL’aspetto più pericoloso dell’amianto, come ricordavamo, è la sua presenza nell’aria che poi finisce nei nostri polmoni e causa malattie. È soprattutto questo dato, quindi, che Asl e Arpa tengono costantemente sotto controllo.
A Brescia la postazione di prelievo dei campioni d’aria è in via Cantore, nella sede del dipartimento dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa).
Brescia nel 2007 e 2008 (il dato è fino a settembre) non ha mai superato lo 0,05 ff/L (fibre disperse per litro d’aria, rilevato a ottobre 2007 e febbraio 2008), sebbene occorra ricordare che a dicembre 2007, gennaio e marzo 2008 i filtri della centralina fossero talmente intasati dalle Pm10 che non hanno potuto fornire rilevazioni valide.
Siamo vicini al minimo rilevabile dagli strumenti (0,02 - 0,07 ff/L). E questa è una situazione condivisa con tutta la Lombardia dove negli ultimi due anni non si è mai superato lo 0,06 ff/L (tranne in un dato anomalo riscontrato a Como ma subito rientrato).
Quindici anni fa la situazione non era così. Nell’aria della Lombardia era presente amianto in quantità considerevole, anche nella nostra città. La fonte principale però, con tutta probabilità, erano le pastiglie dei freni delle automobili poiché tutte contenevano asbesto.
“Con il consumarsi delle pastiglie veniva rilasciata nell’aria anche polvere di amianto. Le quantità in sè erano piccole, ma sommando fra loro il grande numero di veicoli si generava un inquinamento serio”, spiega ancora Speziani.
Proprio per questo vennero vietate le pastiglie per freni contenenti asbesto, e da 15 anni a questa parte la concentrazione nell’aria di fibre d’amianto è andata calando costantemente.

I paesi bresciani controllati dal cielo

Nel dettaglio, le rilevazioni fatte con tecnologia Mivis per alcuni comuni della nostra provincia sono pari o molto vicine al 100% di tutta la superficie comunale. Così per queste realtà si può avere già la cubatura esatta dell’amianto presente sui tetti.
Ecco l’elenco completo dei dati disponibili.
 Adro 3.400 metri cubi, Borgosatollo 2.699, Brescia 40.871, Capriolo 3.702, Castegnato 7.868, Castel Mella 4.155, Cazzago San Martino 5.633, Cellatica 2.456, Cividate Camuno 1.002, Coccaglio 4.990, Collebeato 1.967, Concesio 1.207, Corte Franca 3.431, Erbusco 4.403, Ospitaletto 4.579, Palazzolo 8.654, Paratico 1.387, Passirano 5.671, Rodengo 3.722, Roncadelle 5.085, Rovato 2.219, San Zeno Naviglio 4.024, Torbole 4.602, Travagliato 5.533.

1. Continua (leggi qui la seconda puntata e qui la terza)
 




Commenti (13)
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1. 08-12-2009 11:52
 
Veda babao, se parliamo dei danni del fumo sono d'accordo con lei. 
 
E' che in questo articolo si parlava dei danni dell'amianto e stavamo commentando quelli. 
 
 
Comunque, io lavoro anche in edilizia e spesso mi trovo a dover commissionare costosissime rimozioni o bonifiche di coperture in eternit: gli addetti a tali operazioni lavorano protetti da tute e maschere che vengono sigillate e smaltite dopo ogni turno di lavoro; lo stesso avviene per gli oggetti rimossi. 
 
Se per lei non è un problema, lasci il suo numero di telefono alla redazione: la prossima volta che devo bonificare una copertura in amianto, la contatto e lo faccio fare a lei. Immagino che mi farà risparmiare parecchio, no? Ovviamente, non facciamoci sentire da quei "visionari" dell'ASL, che per le loro "fantasie" l'amianto sarebbe pericoloso...
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iskender
2. 07-12-2009 22:59
 
E' il solito ragionamento ipocrita italico!! Finchè ci sono in giro persone ignoranti n.d.r .... I morti per fumo attivo e passivo invece!!!??? Nel 1999 sono morte per cause dirette o comunque riconducibili al fumo 3 milioni di persone (1 ogni 10 secondi). Nel 2025 questa cifra salirà a 10 milioni!!!! (1 ogni 3 secondi).E voi mi venite a parlare della \"particella d'amianto che potrebbe ecc.!!! :sigh  
Le particelle del fumo, quelle invece si possono comprare liberamente dal tabaccaio :eek
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babao_63
3. 07-12-2009 20:07
 
Finché ci saranno in giro persone ignoranti (nel senso che ignorano) e che non ascoltano e non si informano se non tramite il "sentito dire" non andremo da nessuna parte. Per molti anni la pericolosità dell'amianto è stata sminuita, oggi però non è più così: la verità è venuta a galla, apra gli occhi sig. Babao :x
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Gabry Ava
4. 07-12-2009 16:22
 
Babao, lei sta dimostrando che non c'è più sordo di chi non vuol sentire: le basterebbe informarsi un minimo per sapere che l'inalazione di una sola fibra può causare il mesotelioma e altre patologie mortali. Certo che l'esposizione prolungata aumenta il rischio di contrarre tale patologia! Detto questo, buona continuazione sulla sua linea di pensiero
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castelli
5. 07-12-2009 16:17
 
Sarebbe meglio che si informasse correttamente, babao. 
 
Vedrebbe che sono morte anche le mogli dei lavoratori che lei cita, per la sola ragione di aver maneggiato - per lavarli - i loro abiti da lavoro, sui quali erano depositate le fibre dell'amianto. 
 
Basterebbe avere una minima conoscenza delle necessarie misure di sicurezza cui devono giustamente sottostare oggi coloro che si occupano della rimozione dell'eternit per capire quale sia il rischio. 
 
Non tutti coloro che inalano fibre di amianto sviluppano la malattia, per loro fortuna. 
 
Ma il mesotelioma è causato da una singola fibra di amianto.
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iskender
6. 07-12-2009 16:03
 
Certo che dormo sonni tranquilli, ma da vivo :)
 
Chi non ha dormito sonni tranquilli sono stati invece purtroppo i lavoratori che materialmente fabbricavano manufatti in amianto e che ne respiravano la polvere tutti i santi giorni!!! Altro che una singola 
particella di amianto!! :sigh
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babao_63
7. 07-12-2009 15:27
 
Dorma sonni tranquilli, babao.
Registrato
 
castelli
8. 07-12-2009 14:53
 
Il sito dedicato (e piuttosto ben fatto)della Regione Emilia Romagna. 
http://www.regione.emilia-romagna.it/amianto/indexnuovo.htm
Registrato
 
Piccolaemma
9. 07-12-2009 12:23
 
Se ho capito bene, è la polvere di amianto quella veramente pericolosa. 
 
Questo è il link: 
 
http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/15736/218/null
Registrato
 
Fabio
10. 07-12-2009 11:16
 
Ma allora come avviene in senso pratico l'inalazione di una particella di amianto??? 
 
per esempio, se una persona ha lavorato per anni abbastanza vicino a coperture in eternit può aver inalato questa particella?? 
 
Questo per affermare che se c'è qualcuno che conosce bene come avviene la trasformazione di questa mortale malattia ci faccia sapere bene come sono rapportati i rischi e gli effetti. 
 
grazie in anticipo per chi sa.
Registrato
 
eccomesemiricordo
11. 07-12-2009 10:30
 
Se non è vero che l'inalzione di una sola particella provochi automaticamente il mesotelioma, è invece purtroppo vero che il mesotelioma venga provocato da una sola particella di amianto. 
 
Poi se babao è tranquillo, buon per lui...
Registrato
 
iskender
12. 07-12-2009 09:51
 
Castelli ha scritto: 
 
l'inalazione di una sola particella di amianto è sufficiente a generare un tumore al polmone. 
Ma non mi faccia ridere!! :grin e sopratutto non spaventi la gente con simili affermazioni prive di fondamento!!!!
Registrato
 
babao_63
13. 07-12-2009 09:11
 
Per tanti anni gli eternit sono stati gli incontrastati padroni del mercato delle coperture civili ed industriali... leggeri, facili da posare, economici e prestanti.  
Peccato per le conseguenze: l'inalazione di una sola particella di amianto è sufficiente a generare un tumore al polmone che ha lo zero % di possibilità di guarigione; inoltre questo tipo di neoplasia (mesotelioma) ha un periodo di latenza che arriva fino a quarant'anni (cioè può comparire fino a 40 anni dopo l'inalazione della fibra di asbesto). 
Per questo io credo che oggi giorno sia necessario togliere rapidamente la fonte di questo male incurabile che può colpire tutti, vista la facilità di polverizzazione delle fibre di amianto e la diffusione sul nostro territorio di questo tipo di copertura.  
Però, parere personale fondato, ritengo che non si possa accollare ai singoli proprietari tutto l'onere della rimozione dell'amianto (si parla di un bel po' di euro a metro quadro) perché la legge, a suo tempo, permetteva di utilizzarlo. Perciò ora, per far presto e per far sì che venga rimosso, credo sia importante un intervento economico rapido delle amministrazioni locali.
Registrato
 
castelli

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