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Giovedì, 2 settembre 2010 21:55:10

Ambiente
Discarica di amianto: ricorso al Tar
venerdì 13 novembre 2009
di Silvana Salvadori
L’ultima possibilità per i residenti di fermare la discarica di amianto di via Brocchi a Brescia è una sentenza del Tar. Per questo motivo questo venerdì l’avvocato Pietro Garbarino, per conto del Co.Di.Sa (Comitato difesa salute ambiente) e del Comitato spontaneo contro le nocività nato nel quartiere di San Polo, ha notificato un ricorso al Tribunale amministrativo regionale per bloccarne l’apertura.
A livello tecnico, il ricorso è stato depositato perché sono stati rilevati “difetti di istruttoria per una possibile diffusione delle polveri di amianto nella fase di accettazione dei rifiuti, problemi relativi alle distanze obbligatorie fra discarica e insediamenti abitativi e al degrado complessivo del territorio, una quasi inesistente pubblicizzazione da parte delle istituzioni di quanto stava avvenendo, nonché la mancanza di garanzie sul recupero finale dell’impianto”, come ha spiegato Garbarino a quiBrescia.it.
Nella sostanza, si tratta di una delle ultime carte dei residenti di San Polo e Buffalora per fermare le ruspe che presto potrebbero dar vita alla discarica di amianto. Al momento, infatti, nulla impedisce alla Profacta spa, la ditta interessata all’apertura dell’impianto, di realizzare una “discarica monotipo per rifiuti non pericolosi costituiti da materiali edili contenenti amianto” nel sito di via Brocchi, dove oggi esiste un ex cava di inerti, con una capienza totale di 80mila metri cubi.
Nei piani dell’azienda, la discarica dovrebbe essere piena in tre anni, considerando che tutti i conferimenti di amianto verranno concentrati in tre giorni alla settimana per 48 settimane l’anno.
La preoccupazione dei residenti, quindi, è grande. “Vorremmo capire prima di tutto che cosa le amministrazioni vogliono fare con il Parco delle Cave, dato che hanno autorizzato la costruzione di una discarica di amianto in quello che doveva essere un polmone verde della città”, dice Valerio Beccalossi, presidente del Co.Di.Sa.
Un territorio, quello compreso fra San Polo, Buffalora, Bettole e Rezzato, che - spiegano i cittadini - ospita già diverse criticità dal punto di vista ambientale.
Qualche esempio? L’Alfa Acciai a San Polo, oppure la presenza dell’Ecoservizi  a Buffalora, azienda specializzata nel trattamento di inertizzazione dei rifiuti speciali pericolosi, o ancora le tre discariche di rifiuti inerti situate a sud di Rezzato.
Inoltre, a 600 metri di distanza dalla futura discarica di amianto, in un ex cava di sabbia e ghiaia, c’è un’area contaminata da Cesio 137 che non è ancora stata bonificata.
Questo però non ha fermato l’iter burocratico per l’apertura della discarica che, a cavallo fra due amministrazioni comunali, Regione e Provincia, è giunto a compimento alcuni mesi fa con l’ultimo atto da parte di quest’ultima e il conseguente via libera alla Profacta per la fideiussione.
I residenti però non si sono fermati nemmeno di fronte alla concreta possibilità che le ruspe possano arrivare da un momento all’altro, anche se quelli del Comitato spontaneo hanno istituito un presidio permanente nei pressi della discarica. Ora però tutte le speranze sono riposte nel ricorso al Tar.

Le associazioni che hanno promosso l’ iniziativa hanno 30 giorni di tempo per depositare i documenti necessari. Ma nonostante questo la Profacta potrebbe comunque iniziare i lavori perché al momento non è stata richiesta una ordinanza sospensiva.




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1. 17-12-2009 15:40
 
Sabato 12/12, presso la Sala della circoscrizione di Via Sabbioneta, si è tenuta la conferenza stampa congiunta del CO.DI.SA e del Comitato Spontaneo contro le nocività, per illustrare i termini del ricorso al TAR, contro la discarica di amianto di Via Brocchi, ricorso proposto dall'Avvocato Garbarino di Brescia nei confronti della REGIONE LOMBARDIA, DELLA PROVINCIA DI BRESCIA E DELLA PROFACTA S.P.A., per l'annullamento dell'autorizzazione integrata ambientale rilasciata a favore della PROFACTA medesima. 
Erano presenti il Giornale di Brescia e la rete televisiva TELECOLOR, mentre BresciaOggi provvedeva (telefonicamente) ad effettuare un'intervista all'Avv.Garbarino, essendo la giornalista impossibilitata a recarsi di persona sul posto.  
Francamente, nonostante tutti fossero stati avvisati per tempo, la partecipazione dei media locali all'evento ci è parsa insoddisfacente. 
Prima dell'intervento dell'avvocato i due comitati hanno illustrato i motivi che hanno indotto gli stessi a procedere legalmente contro questa autorizzazione: La popolazione della zona sud est di Brescia, già fortemente colpita da degrado ambientale a causa dell'assommarsi di molteplici nocività, chiede ad alta voce (3000 le firme raccolte) che, come previsto dal P.R.G., questa area di 4.000.000 di mq venga restituita alla cittadinanza sotto forma di PARCO (DELLE CAVE) e pertanto che nessuna speculazione, con il benestare dei politici, abbia a realizzarsi all'interno di esso. NO PERTANTO ALLA DISCARICA DI AMIANTO,AL POLO LOGISTICO, ALLA CITTADELLA DELLO SPORT ED ALLO STADIO!! 
L'avv.Garbarino ha poi illustrato i motivi principali sui quali si è basato il ricorso al TAR: 
 
-La notevole vicinanza delle abitazioni e delle scuole alla discarica (con grave pericolo per la salute pubblica)"VIOLAZIONE DI LEGGE PER MANCATO RISPETTO DELLE DISTANZE MINIME" 
 
-"VIOLAZIONE DELLE MISURE DI PUBBLICITA PREVISTE DALLA LEGGE": 
La quasi totale disinformazione alla cittadinanza della decisione assunta dai nostri amministratori di costruire la discarica (i cittadini devono essere informati a mezzo STAMPA di queste decisioni e coinvolti essi stessi nella discussione in merito, pertanto possono contribuire con proprie osservazioni e rilievi...)  
 
-ECCESSO DI POTERE X DIFETTO ISTRUTTORIO RELATIVO ALLA POSSIBILITA'DI RECUPERO E DESTINAZIONE DELL'IMPIANTO SPORTIVO DELLA DISCARICA IN ESAME: L'autorizzazione è stata rilasciata per un periodo di 5 anni con possibilità di rinnovo per altri 5! cio' significa che, anzichè attuare il recupero del sito per le finalità previste (impianti sportivi) si continueranno a conferire in discarica (per altri 5 anni) rifiuti contenenti amianto di fatto rendendo impraticabile il recupero del sito. 
 
-ECCESSO DI POTERE E VIOLAZIONE DELLE GARANZIE RISPETTO ALLA DESTINAZIONE URBANISTICA FINALE DELL'AREA: 
Non esiste alcuna CONVENZIONE che stabilisca, a lavori ultimati, il passaggio di consegne del sito in questione tra la PROFACTA SPA ed il COMUNE DI BRESCIA, attestante la cessazione dell'utilizzo come discarica e la compatibilità del sito medesimo con la sua successiva destinazione prevista (servizio pubblico con impianti sportivi). TALE CONVENZIONE è NECESSARIA AI SENSI DI LEGGE. 
 
Naturalmente la lotta del Comitato Spontaneo continua, in parallelo, su due fronti: 
-RICORSO AL TAR 
-PRESIDIO PERMANENTE DAL 30/7 IN VIA BROCCHI. 
 
Venite a trovarci, ci farebbe piacere e contribuirebbe a darci ulteriore slancio! 
 
Daniele del Comitato Spontaneo
Registrato
 
magro61

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