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Giovedì, 2 settembre 2010 21:55:31
Aeroporto di Montichiari
E' rottura tra Brescia e Verona
venerdì 23 ottobre 2009
(v.p.) La decisione sembra irrevocabile: dopo l'ultimatum di qualche giorno fa (leggi qui) Brescia ha rotto definitivamente la trattativa con Verona per trovare una soluzione comune per il futuro del disastrato aeroporto "Gabriele D'Annunzio" di Montichiari, controllato dalla Catullo spa, che gestisce anche lo scalo di Villafranca. Dunque sia Abm spa, la società capitanata da Camera di commercio e Associazione industriale bresciana (Aib), sia il presidente della Provincia Daniele Molgora, hanno abbandonato definitivamente l'idea di raggiungere con le buone un accordo equilibrato con gli scaligeri per il controllo dello scalo monteclarense.
Attenzione però: gli enti e le associazioni impegnate in questa partita non intendono abbandonare il campo di battaglia. Abm proseguirà con l'azione legale con l'intento di arrivare a una gara europea per la concessione dell'aeroposto bresciano. Mentre la Camera di commercio e la Provincia di Brescia, si preparano a chiudere il sodalizio con i veronesi non partecipando all'aumento di capitale che scade il 31 ottobre e lasciando la compagine azionaria delle due società Catullo e D'Annunzio.. "Da giovedì sera abbiamo un quadro più chiaro su tutta questa vicenda", ha spiegato nel corso di una conferenza stampa Franco Tamburini, presidente di Abm e past-president di Aib. "Dopo due anni di trattative possiamo dire che non è stato trovato un accordo. Ci siamo presentati alla controparte con un piano industriale serio, che proponeva per il futuro una serie di sinergie strategiche con Verona e anche con Bergamo, ma volevamo raggiungere anche una serie di obiettivi necessari per ottenere la sostenibilità del progetto. Volevamo quindi avere la maggioranza della società che detiene la concessione statale dello scalo, per poter realizzare in tutta tranquillità una serie di investimenti per il rilancio del D'Annunzio". La Catullo, però, nonostante le difficoltà finanziarie in cui si trova, ha rifiutato questa ipotesi. I veronesi vorrebbero i soldi dei bresciani, mantenendo però il controllo della concessione e offrendo qualche carica e quote di minoranza.
"Quindi", ha concluso Tamburini, "noi continuiamo la nostra battaglia legale. Dopo aver vinto un ricorso al Tar, ora attendiamo la sentenza definitiva del Consiglio di Stato. Entro la fine dell'anno, probabilmente, sapremo se ci sarà una gara d'appalto europea per la gestione dell'aeroporto".
"Volevamo creare una holding", ha commentato il presidente di Aib, Giancarlo Dallera, "che gestisse traffico e affari di tre piste di decollo e atterraggio: Bergamo, Brescia e Verona. La nostra condizione era che anche Brescia avesse la sua concessione, come Verona e Bergamo. Per il futuro una sinergia tra questi tre scali sarà necessaria per questioni di sopravvivenza. La scelta della Catullo è stata miope perchè il domani andrà in questo senso. Noi continueremmo a cercare un accordo anche quando dovessimo avere il controllo di Montichiari". "Purtroppo nonostante i nostri sforzi non abbiamo superato lo stallo con Verona", ha confermato il presidente della Provincia, Daniele Molgora. "La Catullo ci prospettava delle condizioni che non potevano essere accettate. La loro proposta era ferma a un anno e mezzo fa, quando non era stato vinto un ricorso al Tar sull'illegittimità della gestione del D'Annunzio, e soprattutto quando la situazione finanziaria della società scaligera era ben differente.
L'atteggiamento veronese", ha dichiarato il sottosegretario della Lega Nord, "non tiene conto della congiuntura economica e può definirsi suicida industrialmente parlando. Non volevamo ottenere la concessione gratis, eravamo disposti a pagare profumatamente e, oltretutto, avremmo potuto diventare un partner solido per lo scalo Catullo, con il quale pianificare politiche commerciali per evitare di pestarsi i piedi". "Hanno fatto la scelta scellerata di voler rompere il fronte", ha rincarato Franco Bettoni, numero uno della Camera di commercio, "e ora i veronesi si dovranno assumere le proprie responsabilità. A questo punto la Camera di commercio esce dalla compagine azionaria della Catullo e della D'Annunzio", di comune accordo con le scelte del Broletto, "e continueremo la nostra battaglia per avere un aeroporto forte ed efficiente".
Non sarà facile per i veronesi, che si trovano alle prese con un aumento di capitale da 40 milioni di euro. Provincia e Camera di commercio di Brescia detengono infatti il 5% cisascuna della Catullo spa, e il 7% a testa della D'Annunzio spa. Alla nascita della società, nel 1998, i due enti avevano versato 550 milioni di vecchie lire a testa per le azioni di Catullo. Il D'Annunzio, invece, è costato ai bresciani circa 250 mila euro all'anno a causa dei conti disastrosi. In tutto quindi, da Brescia sono stati investiti finora circa 5 milioni di euro.
"Naturalmente", ha concluso Bettoni, "non parteciperemo all'aumento di capitale, e ci rimarrà circa un 4% della Catullo. A quel punto venderemo il pachetto di azioni a chi sarà interessato".
Anche la Provincia, ha chiarito Molgora, farà la stessa cosa: "Anche se noi avremo una tempistica differente, dato che queste scelte verranno portate in commissione e in consiglio provinciale. Valuteremo, poi, se varrà la pena in futuro tentare una nuova avventura nel mondo aeroportuale oppure no".
Commenti (10)
1. 28-10-2009 08:42
Non che mi interessi particolarmente "difendere" D'Alema e Corsini.
Ma se si cita D'Alema che inaugurò lo scalo, in quanto allora rappresentante dello Stato, andrebbero citati anche i rappresentanti dello stato che per anni hanno lasciato degenerare la situazione.
Mi si dica poi cosa c'entra Corsini, visto che la partita è in mano alla Provincia: nell'articolo soprastante non si cita nemmeno una volta Paroli, non certo perchè la situazione sia colpa di una sua "ignavia", ma proprio perchè non c'entra niente.
Se poi i meriti debbano sempre essere "miei" ed i problemi "nostri", allora è ovviamente un altro discorso...
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2. 27-10-2009 20:06
@valter: mi dispiace ma non condivido il tuo post. Le colpe sono di tutti e bipartisan. Lo scalo lo ha inaugurato D'Alema con sindaco Corsini, che per i suoi 2 mandati se ne è fregato. L'ex Presidente Cavalli ha fatto la stessa cosa (anzi peggio), ignorando la problematica e peggiorandola, fingendo che lo scalo non esistesse. Potrei allungare la lista ma non ne vale la pena. Così come ritengo inutile dare la colpa sempre all'avversario politico...povera Italia e povera Brescia!
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3. 26-10-2009 21:37
una cosa e' certa : un sacco di soldi buttati via dal centro destra.... e sono soldi di tutti: il dramma che questi amministratori non rispondono di questi errori come succede nelle aziende private. alla faccia della meritocrazia e di brunetta.
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4. 24-10-2009 13:50
Non vi dico che tipo di commenti girano sui forum (bellissimi) di aviazione civile... I veronesi sono stupiti di come la Catullo non abbia intascato 80 mln di euro x vendere una mela marcia che produce solo debiti. I bresciani sono incavolati. I forumisti lombardi o italiani in genere, hanno oramai un'idea DISTRUTTA dell'immagine di Brescia, tanto che il sentimento che perdomina è che Brescia non è in grado di avere uno scalo funzionante. Qualcuno ha definito più importante Albenga (che ha un aeroporto) di Brescia. Grazie a Verona...
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5. 24-10-2009 10:12
E' su questo campo di battaglia che certamente Molgora e Paroli si giocano la loro credibilità di politici. La situazione è chiara: Verona, tra la scelta di fare una joint venture o una guerra totale al vicino, ha scelto la seconda via. Sa che alla fine la perderà, ma sa anche che infliggerà ritardi pazzeschi e perdite economiche, e per il momento questo la avvantaggia. Il verdetto finale non risarcirà Brescia del danno subito. Comunque in futuro la strada della joint venture resterà obbligata, anche se a quel punto sarà un frutto avvelenato dall'astio delle parti e molto meno efficace, dato il tempo perso. Tocca mediare. Se non sbaglio le amministrazioni provinciali (Molgora e Presidente provincia veronese), comunali(Paroli e Tosi) e regionali (Galan e Formigoni) interessate appartengono allo stesso schieramento politico; non dovrebbe essere difficile trovare una soluzione. .... o No?????? Invito tutti i lettori a vedere come andrà a finire, facendoci su un bel fazzoletto da portare ai seggi alle prossime elezioni.
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6. 24-10-2009 09:28
Mi pare siano prevalsi il buonsenso e la brescianità. La politica non c’entra, tanto che il Molgora, a condizioni mutate, ha fatto un passo indietro (doveroso), pro Brescia. Nessun legame di partito, dunque, ma attenzione al proprio territorio (e anche al portafoglio, al lavoro bresciano etc.). L’èra ura.
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7. 23-10-2009 19:52
@valter: ho evitato ogni riferimento politico xchè non mi pareva il caso. I soldi pubblici buttati dalla finestra sono di tutti. A Brescia si danno assegni di sostegno x i cassintegrati, a Bergamo hanno creato nello scalo posti di lavoro (VERI). Dare lavoro peraltro è un impegno che esula dalle proprie ideologie.
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8. 23-10-2009 19:03
e pensare che abbiamo sindaco e presidente ( e vice presidente) della provincia che fanno gli onorevoli a roma : uno anche il sotto segretario. Il tutto per far pesare di più la nostra Brescia: bel risultato. ma con i leghisti veronesi non eravamo pappa e ciccia. A questo punto le dimissioni da onorevoli sono il minimo, per dignità e correttezza.
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9. 23-10-2009 17:56
Caro Massimo, sono felice di sposare la sua proposta!!! Boicottare il D'Annunzio veronese del resto è impossibile dato che c'è un solo volo al giorno...
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10. 23-10-2009 17:46
E' uno schifo. Verona prefisce tenere sotto utilizzato Montichiari sperperando qualcosa come 5 mln all'anno di soldi pubblici, piuttosto che farlo sviluppare con la prospettiva di perdere una percentuale di passeggeri. Pensvo che il proverbio "lavorare meno, lavorare tutti" fosse sempre in voga; invece la Catullo ha scelto "lavorare sempre meno, ma solo noi". Questo si chiama colonialismo (coi soldi pubblici). Personalmente, non utilizzerò mai più l'aeroporto di Verona, mi rivolgerò a Bergamo (tra i 2 litiganti, il terzo se la gode...). Invito i lettori di QuiBrescia a seguire il mio esempio! Massimo
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