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Giovedì, 9 settembre 2010 04:37:30

Cronaca
Pralboino, neonato nel cassonetto
venerdì 15 giugno 2007

(red.) Pralboino, ore 5,30 di questa mattina. Il vagito disperato e insistente di un bimbo appena nato esce da un cassonetto dell'immondizia a due passi dal cimitero del paese della Bassa bresciana. Ancora pochi minuti e il camion che svuota i cassonetti lo avrebbe straziato.
E' stato così che, per puro caso (era lì per aspettare l’arrivo di un marmista), il custode della struttura funeraria - incredulo - ha trovato un bimbo nato probabilmente da poche ore, forse nel corso della notte precedente. Era stato sistemato in una scatola di cartone e avvolto in un cellophane, probabilmente con l’intenzione di soffocarlo. Fortunatamente Luca, così è stato chiamato all’ospedale che l'ha accolto, era invece in buone condizioni di salute. Come testimoniava il suo pianto reiterato e vigoroso, sembrava avere tutte le funzioni vitali a posto. Sono stati subito avvisati i carabinieri della compagnia di Verolanuova e gli operatori del 118. Il piccolo è un bel maschietto di carnagione chiara, pesa circa 2 chili e 600 grammi ed è quasi sicuramente europeo.
I medici del reparto di pediatria del vicino ospedale di Manerbio, che l'hanno immediatamente visitato, ne hanno constatato la buona salute, anche se viene tenuto sotto osservazione. Sul fatto indagano i carabinieri: una delle ipotesi di reato è tentato infanticidio.
Sull'argomento è intervenuto il ministro per le Politiche per la famiglia, Rosy Bindi "Il piccolo Luca potrà trovare presto una nuova famiglia. Ma è necessario moltiplicare l'impegno culturale e sociale per evitare che episodi del genere si ripetano. La legge italiana permette di partorire in sicurezza e forma anonima in ospedale e il bambino puó essere subito adottato. Una norma di civiltà che va fatta conoscere in modo capillare, soprattutto nella comunità delle donne straniere che, spesso clandestine e sole o in condizioni di grave disagio e difficoltà personali, non sanno a chi rivolgersi e non trovano il coraggio di accettare la maternità. Queste donne non vanno giudicate ma sostenute anche di fronte alla difficile e dolorosa scelta di lasciare in adozione il proprio figlio".




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