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Giovedì, 9 settembre 2010 04:28:42

AMBIENTE & SALUTE
Acqua: Anche il Garda ha firmato il patto
martedì 03 marzo 2009

(red.) Nei giorni scorsi, a Milano, nella sede della regione Lombardia è stato firmato il protocollo del "Patto dell’acqua: dall’emergenza alla gestione integrata". Tra i firmatari, anche la Comunità del Garda, oltre agli assessori regionali e provinciali della Lombardia, i rappresentanti degli enti preposti all’acqua, quali l’Aipo, l’Enel, la Edison, i Consorzi irrigui e di bonifica, ossia i fruitori delle acque lacustri e fluviali della Lombardia che vengono utilizzate sia a scopo idroelettrico sia per irrigare circa 600 mila ettari.
Nel caso del sud ovest della Lombardia, ha diffuso la comunità del Garda in un comunicato, "l’agricoltura che utilizza le acque dei fiumi Chiese e Mincio, integrate con attingimenti da pozzi e fontanili, si sviluppa su un’area di circa centomila ettari. Di quest’area circa il 50% è coltivata a mais, il 20% a prato: le altre colture interessano il 18% della superficie, la soia il 5%, le colture di secondo raccolto 4%, gli erbai estivi il 2% e il riso l’1%. Il metodo irriguo più diffuso è l’aspersione (69,5%); lo scorrimento superficiale interessa il 20% della superficie, la sommersione l’1,1 % e la microirrigazione il 0,5%".
Secondo la comunità del Garda "la tutela della preziosa risorsa idrica, che presenta una rilevanza sociale, una complessità, un numero di interlocutori ed un rilievo finanziario, ha spronato tutti i partecipanti ad individuare un percorso, difficile ma condiviso che, alla fine, ha portato al risultato di migliorare la gestione della risorsa idrica e quindi di anticipare le emergenze. A conclusione di questo periodo di intenso lavoro, è, dunque, emerso che occorre intervenire a prevenire una cronica situazione di conflitto, coinvolgendo tutti i principali fruitori della risorsa idrica che sancisca una collaborazione pacifica e proficua che, naturalmente, dovrà proseguire nel futuro.
L’obiettivo raggiunto è stato il trovare, attraverso una analisi precisa degli usi e delle disponibilità, un equilibrio nell’utilizzo della risorsa acqua che soddisfi, nel limite del possibile, le molteplici esigenze degli utilizzatori di una risorsa ogni giorno più sfruttata.
Naturalmente, questo è il primo passo, perché si è stabilito che la commissione, a cui partecipa con il suo proficuo apporto la comunità del Garda, continui in futuro ad operare una corretta informazione e raccogliere tutte le informazioni scientifiche per sviluppare previsioni sugli scenari futuri e poter stilare una comunicazione comune così da poter assumere decisioni ponderate e non basate su allarmismi, molto spesso infondati".



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