(red.) Da ormai quindici giorni i residenti bresciani di San Felice del Benaco non possono usare l’acqua del rubinetto a fini alimentari a causa della presenza del Norovirus che può portare a disturbi da gastroenterite. Tanto che dal 28 giugno è in corso un’ordinanza firmata dal Comune, mentre mercoledì 11 luglio sono previste nuove analisi sulla concentrazione batterica. E anche in una parte di Manerba si vive una situazione simile, anche se più come precauzione.

Tuttavia, la polemica è scoppiata in un altro grande paese bresciano dell’alto Garda come Salò. Il problema è che ci sono tredici utenze, pari a circa venti persone, residenti in via San Felice e Vallone della Scala che condividono l’acquedotto di San Felice del Benaco. Ma a loro non è arrivata in modo tempestivo l’ordinanza di non usare l’acqua. Tanto che il Comune è dovuto intervenire solo dopo lo scrupolo di uno dei residenti che ha chiamato la società gestrice Acque Bresciane per conoscere la situazione.

Avuta la conferma che l’acqua non si poteva usare, il Comune solo in seguito è stato indotto a emettere l’avviso. Dalla stessa società fanno sapere che per fortuna nessuno ha avuto dei disturbi a causa della mancata comunicazione. Mentre dall’amministrazione si sono giustificati dicendo di non gestire l’acquedotto da vent’anni e quindi di non conoscere nei dettagli la rete idrica.

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