(red.) Ci sarebbero nuovi importanti aggiornamenti per quanto riguarda la vicenda di Alessandro Sandrini, il 32enne bresciano di Folzano che, secondo gli inquirenti, sarebbe tenuto in ostaggio da una banda al confine tra Siria e Turchia. Stando a quanto scrive il Giornale di Brescia che ne dà notizia, nelle ore precedenti a mercoledì 11 luglio sarebbe comparso un video in cui si nota proprio il bresciano. Smagrito rispetto al suo stato naturale, lo si vede indossare una tuta arancione da carcerato e con alle spalle due uomini, che non si vedono in volto, ma che gli puntano due kalashnikov e un coltello.

Il video raccolto dalla procura di Brescia tramite il magistrato Carlo Nocerino è stato inviato alla procura di Roma che da tempo sta indagando sulla scomparsa del bresciano. Per fare una cronistoria, il 32enne era partito nell’ottobre del 2016 verso Adana, in Turchia, per un periodo di vacanza. Ma per un anno di lui non si aveva alcuna notizia, fino a quando erano arrivate quattro chiamate preoccupanti verso la famiglia tra la fine di ottobre del 2017 e gennaio del 2018. In quelle occasioni si sentiva l’uomo chiedere aiuto all’Italia per un sequestro che nelle battute iniziali sembrava sospetto. Ora la situazione, con la visione del video, si fa ancora più preoccupante.

Di certo Alessandro è ancora vivo e il caso viene seguito in modo approfondito dall’unità di crisi della Farnesina che resta in contatto con la famiglia. La sensazione è che il 32enne, giunto sul posto per una vacanza, abbia però incontrato delle persone sbagliate che potrebbero averlo “venduto” a una banda di criminali o terroristi e sarebbe al confine tra Siria e Turchia. Tra l’altro non è l’unico bresciano nella stessa condizione. L’ex imprenditore 58enne di Marone Sergio Zanotti era partito nell’aprile del 2016 verso la Turchia per cercare lavoro dopo alcuni problemi giudiziari in Italia e di lui non si ha più avuta notizia, fino alla diffusione di due video. La Polizia e i carabinieri ritengono che Zanotti e Sandrini possano essere stati sequestrati dalla stessa organizzazione criminale.

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