(red.) Nella giornata di oggi, mercoledì 11 luglio, è stato presentato il nuovo Rapporto Zoomafia che ogni anno fa luce su crimini contro gli animali in Italia. Redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV, è alla sua diciannovesima edizione e analizza lo sfruttamento criminale di animali avvenuto nel 2017. “Il primo dato che emerge dal nuovo Rapporto è la conferma della capacità penetrante della criminalità organizzata in settori diversi ma accumunati dal coinvolgimento di animali – dice Troiano.- Interessi che si intrecciano con le più tradizionali attività manipolatorie e pervasive come la corruzione, la connivenza con apparati pubblici infedeli, il perturbare gli appalti, il controllo delle attività illegali sul territorio.

Segnali di questo tipo arrivano da diversi filoni, come il traffico di cuccioli, la gestione dei canili, il controllo dei pascoli. Un altro dato da rilevare è la sempre maggiore gestione organizzata delle condotte zoocriminali. Sempre più spesso, infatti, si riscontrano reati associativi, perpetrati da gruppi di individui legati o dal concorso o da vero vincolo associativo”. I combattimenti tra animali, le corse clandestine di cavalli e le truffe nell’ippica, il business dei canili e il traffico di cuccioli, il contrabbando di fauna e il bracconaggio organizzato, le macellazioni clandestine e l’abigeato, la pesca di frodo e le illegalità nel comparto ittico e l’uso di animali a scopo intimidatorio o per lo spaccio di droga, i traffici di animali via internet e la zoocriminalità minorile sono gli argomenti analizzati nel rapporto.

Intanto, dai dati raccolti dalle procure italiane è emerso che ogni 55 minuti in media viene aperto un nuovo fascicolo per reati contro gli animali. E l’82% arriva dalle procure ordinarie e l’86% da quelle dei minorenni. Il totale dei procedimenti nel 2017, sia a carico di noti che di ignoti, è di 8.518 fascicoli con 5.310 indagati. A livello geografico c’è da sottolineare che Savona è la prima città italiana con meno procedimenti, ma il triste primato negativo spetta a Brescia. Nel 2017 la procura ha aperto 527 procedimenti verso 387 indagati e in più della metà dei casi per reati venatori.

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