(red.) Mentre Emilio Del Bono esulta per la conferma, a Brescia il centro destra si sta leccando le ferite per quella che suona come una batosta, soprattutto per non essere stato in grado almeno di portare la corsa al ballottaggio. Paola Vilardi non è andata oltre il 38% e a questo punto lei stessa chiede un confronto all’interno dei vari partiti che la sostenevano. Il centro destra in città vuol dire soprattutto Lega, mentre Forza Italia ha raggiunto l’esigua percentuale del 7,6%.

E tutto questo potrebbe pesare sulla coalizione, visto anche che a livello nazionale il Carroccio è al Governo con il M5S, mentre a livello locale appoggia il centro destra. Una situazione che potrebbe aver disorientato gli elettori. E a questo punto è quasi un fuoco incrociato di attacchi, con Mariastella Gelmini che si addossa le responsabilità della debacle e Simona Bordonali della Lega che imputa agli stessi azzurri la “colpa” di aver perso trascinando nel baratro lo schieramento.

Mentre Paola Vilardi ammette che la sconfitta potrebbe anche essere legata al fatto di aver iniziato la campagna troppo tardi e con un sindaco forte a livello di preferenze, mentre rimpiange di non aver lanciato una lista legata al suo nome. Dall’altra parte si parla di sorpresa per i sondaggi che potevano dare la corsa fino al ballottaggio. In tutto questo, la certezza è che Fratelli d’Italia torna in Consiglio comunale con un componente e si sta predisponendo l’opposizione già con vista sul 2023. Sul fronte del Movimento 5 Stelle, il candidato sconfitto Guido Ghidini che ha ottenuto solo il 5%, in calo rispetto alle politiche del 4 marzo e delle comunali del 2013, dice che “non cambia nulla”.

Comments

comments

3 Commenti

  1. Cara Bordonali, ora rinfacci alla Vilardi, che si è trovata da sola a fare una campagna elettorale in svantaggio, che Forza Italia ha perso pochi voti. Ma allora, perchè non hai rinunciato al parlamento (e alla ricca paghetta) e non ti sei candidata tu a Brescia? Comodo mandare allo sbaraglio gli altri e poi lamentarsi. E il tuo collega Rolfi? Bello tranquillo in Regione…

  2. Ci sta un po’ di resa dei conti sia nel centrodestra che in Forza Italia, dove la responsabilità della Gelmini è evidente anche e soprattutto per la dissoluzione interna del partito praticamente ormai allo sbando. In quanto al mesto Ghidini, la sua affermazione è realistica: per i pentastellati non cambia nulla, nel senso che inesistenti ed ininfluenti erano e così rimangono, ovviamente a Brescia. Nessuno si chiede, ad esempio, quanti candidati hanno schierato nei comuni bresciani che andavano al voto e dove si segnala la loro presenza: non pervenuti. Evidentemente ai vertici del movimento, da Crimi in su, sta bene così e non è una bella conclusione…