(red.) Si conclude oggi il mandato del deputato bellunese Roger De Menech come presidente del Comitato paritetico per il Fondo Comuni Confinanti. Il neo Ministro per gli affari regionali, in uno dei suoi primi atti, ha comunicato oggi via posta elettronica di aver avocato a sé le funzioni delegate a De Menech da settembre 2014.

«Desidero ringraziare tutte le persone che hanno condiviso un percorso di riequilibrio tra territori con gli stessi problemi ma con strumenti profondamente differenti. In primo luogo i Sindaci del Bellunese, del Vicentino, del Veronese del Bresciano e di Sondrio: senza la loro fattiva collaborazione e la disponibilità ad affrontare in modo innovativo l’impiego delle risorse disponibili non avremmo raggiunto i risultati attesi. I Presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano, i rappresentanti delle Regioni Veneto e Lombardia e i presidenti delle Province di Belluno, Brescia, Sondrio, Verona e Vicenza, con i quali siamo riusciti a instaurare un rapporto di reale cooperazione per la crescita e il riconoscimento reciproco. Un grazie ai Ministri e Sottosegretari che in questi anni ci hanno supportato nel nostro lavoro. Un pensiero infine alla struttura del Ministero con a capo il dott. Naddeo, agli uffici della Provincia Autonoma di Trento e alla Segreteria Tecnica, con a capo il dott. Sergio Bettotti, a tutti gli impiegati e gli assistenti che in questi anni hanno supportato il nostro lavoro e sono riusciti a tradurre le idee degli amministratori in progetti concreti».

Dal 2014 a oggi, il Comitato Paritetico per la gestione del Fondo Comuni Confinanti ha sbloccato 456 progetti relativi alla gestione 2010-2018, per un totale di quasi 700 milioni di Euro.

In provincia di Brescia sono stati investiti più di 123 milioni, a Sondrio più di 61 milioni, a Verona quasi 94 milioni, a Vicenza più di 106 milioni e a Belluno quasi 300 milioni.

Ora, conclude De Menech, «auguro al nuovo governo di proseguire sulla strada che i sindaci hanno tracciato negli ultimi quattro anni. Il lavoro non è terminato, e oltre alle risorse assicurate da Trento e Bolzano, saranno necessarie determinazione, capacità di ascolto e di mediazione per affrontare le sfide della futura pianificazione».

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