(red.) La Guardia di Finanza del comando provinciale e i carabinieri della sezione centrale di Bergamo nelle ore intorno a lunedì 16 aprile hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Bergamo Bianca Maria Bianchi verso i sindaci orobici di Foppolo e Valleve Giuseppe Berera e Santo Cattaneo ed ex amministratori della società Brembo Super Ski. I due primi cittadini avrebbero architettato un disegno criminoso per conseguire fondi pubblici ai danni della Regione Lombardia e con l’obiettivo di truccare appalti. I due, accusati anche di falsificazione di atti pubblici, abuso d’ufficio e bancarotta fraudolenta per il fallimento della stessa partecipata, avrebbero operato con una dipendente del Comune di Foppolo, moglie di uno dei due indagati e insieme ad altri due professionisti anche loro fermati.

I due sindaci bergamaschi avrebbero falsamente rendicontato spese e investimenti per 16,5 milioni di euro incassando contributi regionali in modo indebito per più di 3,290 milioni. A capo di questo ci sarebbe stato proprio il primo cittadino di Foppolo insieme alla moglie che ha ricevuto l’obbligo di presentarsi in caserma per la firma. Si parla di un trasferimento di circa 700 mila euro dalla Brembo Super Ski, che in seguito è fallita, a favore di una società di Hong Kong e con una presunta attività di ricerca di investitori asiatici. Questa operazione, con cui sono stati distratti fondi a danni dei creditori, sarebbe stata occultata con vari accorgimenti contabili. Nel mirino è finita anche una gara emessa dal Comune di Foppolo per riposizionare una telecabina da dodici posti sul “Ronchi-Montebello” che era stato colpito da un incendio doloso nel luglio del 2016.

Si tratterebbe, quindi, di un accordo illecito tra il sindaco e anche un imprenditore bresciano che si era aggiudicato l’opera in quanto unico partecipante al bando. Sarebbe coinvolta anche un’impiegata comunale che aveva istruito la procedura e curato gli atti amministrativi per affidare i lavori. Questa donna è stata sospesa dalla sua attività di lavoro. Nel mirino sono finiti anche i lavori e il coordinamento della sicurezza per lo stesso cantiere della telecabina. In questo caso si tratterebbe di un ingegnere che si era aggiudicato la consulenza insieme al fratello. I due sono stati sospesi in modo temporaneo dalla professione verso le pubbliche amministrazioni. Gli indagati si sono visti perquisire le proprie case da parte dei carabinieri e finanzieri.

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