(red.) Ora i pendolari dei treni abituati a muoversi ogni giorno sui regionali di Trenord e sull’asse Milano-Brescia-Verona dicono basta ai disservizi pressoché quotidiani in cui incappano con la compagnia ferroviaria. Tanto che nella giornata di martedì 6 marzo, come scrive il Giornale di Brescia, a Romano di Lombardia, nella bergamasca, è stata presentata una proposta con cui si avvierà una vera e propria class action contro Trenord. La situazione per quanto riguarda ritardi, problemi e disservizi è di fatto precipitata dopo il grave incidente ferroviaria del 25 gennaio, quando un convoglio era deragliato nei pressi della stazione di Pioltello, nel milanese, provocando anche delle vittime.

Gli stessi utenti fanno sapere che l’iniziativa di protesta non punta tanto a ottenere un risarcimento, quanto a porre al centro dell’attenzione il rapporto tra la compagnia e i passeggeri che attraverso un biglietto o un abbonamento, quindi un contratto, vogliono sentirsi tutelati dai diritti che spetta loro. Di certo avviare una class action di questo tipo non sarà semplice e infatti si chiede l’adesione dei passeggeri interessati delle province attraversate dal servizio. Non a caso, della campagna contro Trenord faranno parte anche dei bresciani. Al momento i promotori si sono rivolti a un avvocato, poi sarà posta l’attenzione sugli abbonamenti e i biglietti, quindi saranno raccolti con tanto di testimonianze e prove tutti i disservizi e problemi lamentati. Infine, nell’arco di un mese e mezzo sarà presentata l’iniziativa legale davanti a un giudice che stabilirà i rimborsi.

Ma in questa situazione è finita al centro delle critiche anche la stazione ferroviaria di Brescia. Secondo quanto ha raccolto lo stesso quotidiano, infatti, soprattutto nelle ore intorno al grande gelo di Burian e che ha portato a diversi ritardi di ore, molti hanno lamentato il fatto che lo scalo non abbia una vera e propria sala d’attesa. Infatti, non ci sono più le sedute che erano state rimosse per non farle diventare un giaciglio di fortuna per clochard. A questo si aggiunge il fatto che non ci sono postazioni per chi dovesse ricaricare la batteria dei cellulari in casi di ritardi e l’ultimo bar chiude alle 20 quando all’interno della stazione ci sono ancora passeggeri. Insomma, secondo chi la frequenta e non è di Brescia, di certo non considera lo scalo come una stazione a livello europeo, per esempio come ci sono, invece, nelle vicine Padova e Verona. Nel frattempo, chi volesse aderire alla class action può scrivere a comitato.pendolari.romano@gmail.com.

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