(red.) Nella giornata di martedì 6 marzo al tribunale di Brescia si è svolta la prima udienza preliminare nell’ambito della vicenda di presunta truffa perpetrata, secondo l’accusa, da Sergio Oliveri e altre quindici persone nel momento in cui avrebbero fatto sottoscrivere milioni di euro di investimenti in società di diritto inglese non operanti in Italia. Ma anche in altre nazionali che nulla avrebbero a che fare con i gruppi attivi nel Regno Unito. Al momento si sono costituiti in trenta come parti civili, ma l’udienza da parte del giudice Lorenzo Benini è stata aggiornata al 20 aprile e in questo frangente di tempo sono attese altre costituzioni dalle vittime, per un totale di circa 170.

L’accusa per i sedici imputati – Sergio Oliveri, Antonello Moroncini, Maurizio Bondioli, Elena Bianchini, Roberto Malavolta, Edoardo Pesenti e Claudio Pignatti, nomi di cui scrive il Giornale di Brescia – è a vario titolo di associazione a delinquere per abusivismo finanziario, truffa aggravata, raccolta abusiva del risparmio e riciclaggio per quanto sarebbe stato commesso tra il settembre del 2009 e il dicembre del 2012.

Si parla di 7,6 milioni di euro che l’organizzazione avrebbe raccolto proponendo ai risparmiatori dei falsi contratti di investimento nelle società. Una parte del denaro sarebbe stata poi spesa per motivi personali. Ogni membro dell’associazione, secondo l’accusa formulata dal pubblico ministero Carlo Milanesi, aveva un ruolo e ora si trovano tutti alla sbarra. A difendere l’avvocato Sergio Oliveri è il noto legale Carlo Taormina.

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