Foto dal Giornale di Brescia

(red.) Una “goliardata” o un incidente sfortunato. Sono queste le cause di quanto avvenuto lunedì mattina 5 marzo tra le aule della scuola superiore “Abba-Ballini” di via Tirandi, a Brescia, dove si è verificata un’intossicazione di massa. Tutto è accaduto poco prima delle 11 nella classe prima dell’istituto dove una bomboletta spray al peperoncino e usata come autodifesa sarebbe caduta dallo zaino di una studentessa di 14 anni. Pare che il presidio fosse in una delle tasche del giubbotto della ragazza e che apparteneva alla madre e con la quale lo scambiava.

Nel momento in cui la bomboletta sarebbe finita a terra, non è chiaro se nel recuperarla oppure nello scherzo di voler spruzzare, comunque è fuoriuscito il gas urticante. Tanto che diciotto persone, dai 14 ai 15 anni, ma anche una donna di 58, hanno avvertito problemi alle vie respiratorie, tosse e bruciore. E’ stata subito attivata la dirigente scolastica Elena Lazzari che ha allertato il 112 facendo arrivare sul posto i vigili del fuoco, varie ambulanze e una Volante della Polizia. Per metà dei colpiti si è reso necessario il trasferimento al pronto soccorso del Pediatrico dell’ospedale Civile di Brescia con la continua spola dei mezzi di soccorso tra la scuola e la struttura sanitaria.

Nel frattempo i vigili del fuoco hanno areato l’aula dove era uscito il gas e la situazione è tornata alla tranquillità. Infatti, il livello di tossicità all’interno degli ambienti era molto basso. Nel pomeriggio, quando la proprietaria della bomboletta è stata informata di quanto accaduto, è stata sentita dalle forze dell’ordine alle quali ha comunicato cosa contenesse il presidio e perché l’avesse la figlia. Infine, si è scusata per quanto avvenuto. In ogni caso, nessuno ha riportato conseguenze serie.

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