Foto da Bresciaoggi

(red.) Nella mattina di domenica 4 marzo, intorno alle 10,20, è arrivata una chiamata con richiesta di intervento alla centrale operativa del 112, numero unico di emergenza, per chiedere i soccorsi dal civico 116 di via Milano a Brescia. Al piano terreno di una palazzina abitata soprattutto da famiglie di origine straniera, due donne africane erano rimaste ustionate da una fiammata. All’interno della stanza, dove era in programma un momento di preghiera da parte di alcune persone legate alla confessione della chiesa evangelica, in quel momento si trovavano una ventina di fedeli.

Le due donne africane stavano caricando con delle bombole i sistemi di riscaldamento a “fungo” – esattamente come quelli dei locali pubblici – per consentire di praticare l’attività di fede senza problemi. Tuttavia, è partita una fiammata che ha investito le due addette. La chiamata ai soccorsi ha fatto giungere sul posto i vigili del fuoco insieme ai carabinieri, la Polizia Locale e anche un’ambulanza, mentre inizialmente si temeva che fosse avvenuta un’esplosione. Quando gli agenti della municipale, intervenuti per primi, hanno accertato che per fortuna non si trattava di uno scoppio, la situazione si è ridimensionata.

Sono state messe in sicurezza altre otto bombole che si trovavano sul posto ed evitando possibili conseguenze. In più, le venti persone che c’erano all’interno sono state fatte uscire e poi si sono ventilati i locali per evitare che si riempissero di gas. Le due donne ustionate sono state condotte all’ospedale Civile di Brescia per essere medicate e non sono in gravi condizioni, mentre i carabinieri e i vigili urbani hanno poi contattato i proprietari dello stabile per capire se tutto fosse in regola. Nessun problema per le famiglie residenti.

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