(red.) E’ una vera e propria odissea quella che diversi passeggeri pendolari, anche bresciani, hanno vissuto dal pomeriggio alla sera di venerdì 2 marzo sul treno 2073 di Trenord – un Regioexpress – partito da Milano alle 15,25 e diretto verso Brescia e poi a Verona. Partito da Milano Centrale, il convoglio ha avuto un problema alle porte della stazione di Melzo, nel milanese. In particolare, il migliaio di passeggeri a bordo avrebbe sentito azionare i freni automatici lungo i binari per poi restare fermi in mezzo alla campagna meneghina. In una nota, la compagnia ferroviaria lombarda ha parlato di “un ostacolo che giaceva sui binari contro il quale il locomotore ha cozzato, riportando la rottura di un raccordo che connette l’impianto idraulico dei freni”.

Ma al contrario, secondo i passeggeri sarebbe stato un guasto causato dal gelo sui binari. Dopo circa mezzora di fermo, diversi pendolari sono scesi dal treno e hanno deciso di raggiungere la vicina stazione di Melzo a piedi, tanto che poco prima delle 18 la Rete Ferroviaria Italiana ha dovuto chiudere la circolazione su entrambe le direzioni per la presenza di persone sui binari. Quelli che invece hanno preferito restare sul convoglio, hanno trascorso oltre quattro ore al freddo e senza ricevere alcuna comunicazione o assistenza. Così almeno hanno detto i passeggeri chiamando la stampa per ciò che stava avvenendo. Di conseguenza, Rfi e Trenord hanno poi dovuto chiamare la Protezione civile e le forze dell’ordine per l’assistenza, ma anche fermare chi si fosse messo a piedi lungo i binari.

La circolazione è stata riattivata solo dopo le 20,20 e in questo frangente di tempo anche diversi altri treni in transito lungo la linea hanno avuto ritardi di ore o sono stati soppressi. Il convoglio rimasto bloccato è stato trainato con un locomotore verso Melzo e da qui i passeggeri sono stati fatti salire su un altro treno che è giunto a destinazione. Tanto che a Brescia i pendolari sono giunti solo intorno alle 21,30 rispetto alle 15,25 in cui erano partiti. Problemi si sono registrati anche nelle stazioni vicine, come ad esempio a Bergamo dove sono stati soppressi alcuni convogli. Polizia di Stato, carabinieri e Polizia Locale si sono anche dovuti occupare dell’ordine pubblico di fronte alle comprensibili proteste dei passeggeri. Le testimonianze arrivate da Rovato e Brescia parlano di “Paese non civile”. C’è chi aveva appuntamenti o doveva raggiungere le destinazioni nell’arco del pomeriggio e invece ha di fatto dovuto chiudere la giornata a bordo di un treno, senza informazioni, al freddo e nemmeno assistenza.

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