(red.) Increduli, esterrefatti e disposti anche a iniziative clamorose. Sono i sindaci bresciani della Valtrompia coinvolti dall’odissea del progetto per il raccordo autostradale. L’ultima notizia, che suona ancora come una nuova doccia gelata e un ulteriore ostacolo, arriva dal Consiglio di Stato che ha sospeso l’ordinanza con cui il Tar di Brescia aveva imposto a giugno la firma sul contratto tra Anas e il privato Salc che si era aggiudicato i lavori. Si fa ancora riferimento ai costi sul risarcimento che l’azienda chiede dopo il tempo passato tra l’appalto e il via libera alla concessione dei cantieri.

Da una parte i 58 milioni di euro indicati dal commissario regionale e dall’altra i circa 9 milioni stabiliti dal Tar di Brescia. In realtà, i tempi di allungamento dell’aggiudicazione erano anche dovuti ai ricorsi presentati dai privati sugli espropri, poi da parte delle aziende che erano state escluse dalla gara. E si era arrivati così solo al 2014 – la gara e il progetto risalgono al 2007 – con l’assegnazione dei lavori. E ora i privati ritengono la cifra di circa 9 milioni come risarcimento, stabilito dal Tar, troppo bassa e dannosa. Quindi, il Consiglio di Stato ha deciso di sospendere tutto fino al 7 giugno. E ci vorranno comunque altri tre mesi per l’aggiornamento e considerando anche la selva di ricorsi. Insomma, niente lavori almeno fino all’autunno.

“Inaccettabile gestazione di un’opera che si infrange contro nuovi ostacoli – ha commentato il sindaco di Concesio Stefano Retali.- In vista ci sono scenari che non possiamo ipotizzare”. “Non escludo iniziative clamorose – aggiunge il sindaco di Sarezzo Diego Toscani – c’è un mondo reale che parla di aziende, comunità e famiglie e un altro tra cavilli e burocrazia, scollegato dalla realtà”. “Non si vede la fine, siamo impotenti – commenta anche il primo cittadino di Lumezzane Matteo Zani – non si riesce a stabilire il risarcimento e questo è grottesco. Avevamo avuto garanzie dal Ministero e dall’Anas, ma davanti ai tribunali i tempi diventano lunghi”. Stessa sensazione anche da parte della Provincia di Brescia. Il consigliere Diego Peli dice di aspettare il 7 giugno, anche se chiede che ci sia una mediazione tra Anas e Salc. Senza dimenticare che la garanzia da parte del ministero delle Infrastrutture e Trasporti era arrivata da Graziano Delrio, ma dalle urne di domenica 4 marzo potrebbe arrivare un nuovo interlocutore.

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