(red.) L’ex cava Aquilini di Madonna Valverde a Travagliato, nel bresciano, non diventerà una discarica di amianto nella quale era previsto lo smaltimento di oltre 465 mila metri cubi di rifiuti nell’arco di cinque anni. L’ultima parola che ha fatto esultare il paese arriva dal nuovo pronunciamento del Tar di Brescia sulla vicenda e di cui dà notizia Bresciaoggi. Il tribunale amministrativo, infatti, ha accolto il ricorso del sindaco Renato Pasinetti e annullato l’ok alla compatibilità ambientale che era arrivato dalla Regione Lombardia.

Rigettata ai privati anche la richiesta di revocare gli espropri che erano stati attuati. Si parla di un argomento che da dieci anni, dal 2008, tiene con il fiato sospeso il paese bresciano per il futuro di un’area destinata a diventare parco. Di fronte alla mancanza di accordo con i proprietari, era stato avviato l’esproprio che ha ottenuto l’esito favorevole anche da parte del Tar. In seguito, il Pirellone aveva rilasciato l’autorizzazione integrata ambientale per aprire una discarica, ma ora è arrivato il “no” definitivo da parte del Tar bresciano.

Il motivo, secondo i giudici, non sta nel fatto che all’interno di un bosco non si possa costruire una cava di rifiuti, ma, come scrive Bresciaoggi citando la sentenza, sull’area di 6 ettari è presente un tipo di uccello di specie protetta dall’Unione Europea. Anche l’Agenzia di Tutela della Salute aveva dato il suo parere negativo all’apertura di una discarica per il rischio di aumento di polveri per il traffico veicolare e in un’area in cui sono già presenti tre cave di rifiuti. Contro la nuova discarica si erano appellati anche i cittadini attraverso una raccolta di firme.

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