(red.) Nella giornata di giovedì 1 marzo si è riunito il Consiglio di Amministrazione di A2a che ha approvato i risultati del processo di “impairment”. Il processo ha comportato svalutazioni di avviamenti per 34 milioni di euro. Il Consiglio ha inoltre preso visione – si legge in una nota della società – dei risultati consolidati preliminari dell’esercizio 2017. Il Margine Operativo Lordo (Ebitda) a 1,2 miliardi di euro, sostanzialmente in linea rispetto all’esercizio precedente (1,2 miliardi di euro al 31 dicembre 2016), che tuttavia includeva il contributo di Epcg per 69 milioni di euro. Escludendo questo contributo in entrambi gli esercizi, l’Ebitda del Gruppo risulta in crescita di oltre 30 milioni di euro (circa +3%). Al netto delle componenti non ricorrenti pari a circa +60 milioni di euro nel 2017 (circa +130 milioni di euro nel 2016) e del contributo di Epcg, il Margine operativo lordo si attesta a quota 1,1 miliardi di euro (1 miliardo nel 2016; +10%).

Tutte le Business Unit evidenziano un risultato ordinario superiore a quello registrato nell’esercizio 2016. Ottimi i risultati nella generazione ottenuti senza la prevista cessione del magazzino dei CV, che risultano ancora disponibili al 31 dicembre 2017 (636 GWh, corrispondenti a circa 63 milioni di euro). Utile ante imposte, pari a circa 489 milioni di euro (372 milioni di euro nell’esercizio 2016) al netto di svalutazioni di asset e avviamenti, complessivamente pari a 94 milioni. L’impairment test ha determinato la svalutazione di 34 milioni di euro dell’avviamento allocato sulla CGU Reti Elettriche. La restante parte di svalutazione – 60 milioni – è dovuta all’adeguamento del valore degli asset al valore della PUT Option di Epcg (250 milioni di euro). Si segnala che l’esercizio della PUT ha anche comportato un effetto negativo sull’utile ante imposte di circa 26 milioni di euro, dovuto all’attualizzazione delle sette rate equivalenti annuali che il Gruppo A2a dovrà incassare dal Governo del Montenegro.

Investimenti, pari a 450 milioni di euro – escluso l’importo corrisposto per le operazioni di M&A concluse nel corso del 2017 e il contributo di Epcg – in crescita del 29% rispetto al 2016 (349 milioni nel precedente esercizio). A crescere sono soprattutto gli investimenti delle BU Ambiente (+55%) e della BU Reti e Calore (+8%). Posizione Finanziaria Netta a circa 3,23 miliardi di euro, in crescita di circa 90 milioni rispetto al 31 dicembre 2016. La generazione di cassa al netto dell’effetto delle operazioni di M&A (circa 100 milioni di euro) e del deconsolidamento della PFN, attiva, di Epcg (206 milioni) è stata positiva e superiore a 200 milioni di euro. Il rapporto PFN/Ebitda passa da 2,5x a 2,7x. “Siamo davvero contenti per un altro esercizio conclusosi molto positivamente nel quale abbiamo incrementato, in linea con il nostro piano strategico, gli investimenti nei territori e le efficienze operative – dice l’amministratore delegato Valerio Camerano.- I risultati economico-finanziari rappresentano la conferma di una capacità della società di crescere in tutti gli ambiti industriali scelti. Avere ripetuto un anno come il 2016, anno record caratterizzato da proventi non ricorrenti eccezionali, è motivo di grande soddisfazione per il management ed i dipendenti di A2a”.

“Si chiude un anno molto positivo – aggiunge il presidente Giovanni Valotti.- I risultati economico-finanziari si accompagnano a un consolidamento del processo di crescita e riorientamento strategico dell’azienda. Competitività, innovazione e sostenibilità sono i driver sui quali continueremo a fondare i nostri ambiziosi progetti di sviluppo”. Il progetto di bilancio consolidato del Gruppo sarà esaminato nel corso del Consiglio di Amministrazione del 20 marzo. Nella stessa occasione dei risultati, il Gruppo ha assunto una delibera quadro che ha revocato, per la parte non eseguita, quella precedentemente assunta il 10 novembre 2016 e ha contestualmente autorizzato l’emissione di uno o più prestiti obbligazionari non subordinati, non garantiti e non convertibili, a valere sul Programma EMTN, fino a un massimo complessivo di 1 miliardo di euro entro il 30 aprile 2020.

Il Consiglio ha anche dato mandato al presidente e all’amministratore delegato di provvedere, tenuto conto delle condizioni di mercato, ad attuare la delibera. I proventi derivanti dall’emissione dei prestiti obbligazionari potranno essere impiegati, tra l’altro, per finanziare o rifinanziare gli investimenti del Gruppo e mantenere idonei livelli di liquidità, nonché essere utilizzati per una o più operazioni di “liability management”. La decisione si inquadra nel contesto della strategia finanziaria di A2a di medio termine finalizzata anche a garantire una gestione efficiente dei profili di rimborso del Gruppo, ad allungare la vita media del debito e a sostenere il rating.

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