(red.) Si torna a parlare di Nadia Pulvirenti, la terapista 25enne che il 24 gennaio del 2017 venne uccisa all’interno della struttura protetta “Clarabella” di Iseo, nel bresciano. Per quel delitto, avvenuto con dieci coltellate, era già stato arrestato Abderrhaim El Moukhtari, ospite della sede dove la ragazza lavorava. Dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere nel primo interrogatorio, sul suo conto è stata disposta una perizia psichiatrica di cui sono attesi i risultati.

Ma nel frattempo, come risulta a Bresciaoggi che ne dà notizia, la procura di Brescia ha iscritto nel registro degli indagati altre sette persone tra medici, amministratori e operatori sanitari con l’accusa di concorso colposo. In pratica, i magistrati vogliono capire se all’interno della comunità sia stato fatto tutto il possibile per non arrivare a un epilogo così tragico.

E si intende valutare se l’omicida in passato si sia già comportato in quel modo. Ma ovviamente puntando l’attenzione anche sulle ore e i minuti precedenti al delitto. Per esempio, le coltellate potrebbero essere partite nel momento in cui la terapista avrebbe forse chiesto all’ospite di tenere la stanza in ordine.

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