Foto da Bresciaoggi

(red.) Uno ha appena compiuto 18 anni e l’altro ne ha 17. I due giovanissimi sono considerati i vertici di una banda di ragazzi che almeno in sei casi è entrata in azione rapinando coetanei, oltre che darsi alla violenza e alle minacce. Per i due, nelle ore precedenti a mercoledì 28 febbraio sono arrivate altrettante misure di custodia cautelare da parte della Volante della Questura di Brescia che ha presentato l’operazione dopo due mesi di indagini. Entrambi finiti in manette, il neo maggiorenne è stato condotto nel carcere di Canton Mombello a Brescia, mentre l’altro è stato inserito in una comunità.

Le forze dell’ordine hanno di fatto messo fine a quella che viene chiamata come “banda della metropolitana” perché i componenti, cinque ragazzi, colpivano i loro coetanei proprio nelle vicinanze delle stazioni del mezzo pubblico. A imprimere una svolta è stato uno dei ragazzi che era rimasto vittima dei soprusi della banda. Era il 30 novembre 2017 quando il giovane era stato derubato del cellulare vicino alla stazione Poliambulanza del metrobus. E di fronte al fatto che la vittima avesse intenzione di denunciare il gruppo, la banda lo aveva inseguito fino alla sua abitazione di Palazzolo, nel bresciano, chiedendogli 10 euro per la restituzione dello smartphone.

Dopo quell’episodio se ne sono registrati altri cinque, ma non tutti alle stazioni della metropolitana. Di certo, la tecnica era sempre la stessa nel momento in cui i ragazzi provocavano le loro vittime per poi derubarle del cellulare o di collane. Il secondo episodio si era registrato intorno al 10 dicembre nella zona della stazione ferroviaria con tanto di rapina ed estorsione. Poi il 9 gennaio in un bar di San Polo quando, con la scusa di una consumazione, era avvenuto il furto con strappo di una collana a una dipendente dell’esercizio pubblico.

Quindi, il 22 gennaio in via Gambara con un altro tentato furto con strappo di una catenina a un ragazzo e in via Sostegno per un giovane rapinato del cellulare. Così come è successo in un’altra occasione. Dopo la denuncia del ragazzo di Palazzolo, gli agenti bresciani hanno indagato e perquisito le case dei due giovani ora finiti in manette. Infatti, sono stati trovati i cellulari che verranno restituiti ai proprietari. Gli operatori della sicurezza stanno continuando a verificare se i due con gli altri componenti della banda potrebbero essere autori di altri colpi simili.

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