(red.) Nella giornata di martedì 27 febbraio la Corte d’Appello di Brescia ha confermato la condanna a 2 anni, per uso di documento falso, nei confronti del 56enne Claudio Cominelli che per diversi anni era stato latitante dopo la condanna – a 21 anni – per l’omicidio del fratello Walter. Lo aveva gettato nel forno della Valtemper di Caionvico il 16 dicembre del 1991 e in seguito si era dotato di una carta d’identità falsa e intestata a una persona realmente esistente, ma che con la vicenda di Cominelli non aveva nulla a che fare.

Walter, per non farsi riconoscere, si era fatto crescere la barba e tagliato i capelli a zero riuscendo a restare latitante per diversi anni. Poi alla fine di settembre del 2017 venne sorpreso dalla Squadra Mobile della Polizia di Brescia per gli arresti e scontare la condanna a 21 anni. Quello dei 2 anni, ora confermati in appello e dopo il primo grado arrivato a ottobre, riguarda invece l’accusa di sostituzione di persona.

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