(red.) I riflettori della giustizia tornano ad accendersi sul caso Lorandi. Come ne dà notizia Bresciaoggi, giovedì 1 marzo alla Corte d’Appello di Venezia il legale di Bruno Lorandi, dopo quattro anni di indagini e lavoro svolto personalmente, si presenterà davanti ai giudici con delle possibili nuove prove e con cui chiedere alla Corte la revisione del processo. Bruno Lorandi, ex marmista di Nuvolera, è già stato condannato in tutti i gradi di giudizio all’ergastolo per l’omicidio della moglie Clara Bugna.

E’ stato proprio il legale del bresciano a depositare alla procura di Brescia la denuncia e una serie di atti che sono stati trasmessi ai giudici di Venezia. Infatti, Lorandi è stato assolto in tutti i processi sulla morte del figlio Cristian e ora l’obiettivo è quello di convincere la Corte a riaprire il caso e per il fatto che Bruno non sarebbe stato l’autore del delitto della moglie. E’ stata anche presentata una lista di circa dieci testimoni a favore del bresciano e si chiederà ai giudici di svolgere anche degli accertamenti tecnici.

La prova decisiva che potrebbe riaprire la vicenda, secondo l’avvocato, riguarda l’uso del ferro da stiro da parte della vittima prima di essere uccisa e quando Lorandi uscì per l’ultimo giorno di lavoro prima della pensione. Nel corso dell’udienza parleranno il giudice relatore, poi il sostituto procuratore generale che farà la sua richiesta, i legali della parte civile e la difesa di Lorandi. Non è escluso che ci possano essere dei colpi di scena.

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