(red.) “La guerra scampata” è un video-racconto, frutto di quasi due anni di capillare lavoro sul territorio della bassa Valle Camonica, che mette luce su un lato poco indagato della nostra storia recente. Grazie al minuzioso impegno di Stefano Malosso, videomaker e giornalista con il supporto di Franco Comella per la ricerca e il coordinamento e la consulenza storica di Andrea Cominini e Daniele Forloni, il prossimo sabato 3 marzo, alle ore 15, presso il Salone Liberty delle Terme di Boario sarà presentata la pellicola che ricostruisce la costruzione della Linea Blu tedesca, mai utilizzata a causa della trattazione della resa da parte delle truppe tedesche.
Negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale, i tedeschi costruiscono nel nord Italia un ultimo baluardo difensivo, la cosiddetta “Linea Blu”, per rallentare l’avanzata delle forze anglo-americane. La blaue linie passa anche dalla bassa Valle Camonica, tagliando da sponda a sponda la vallata e coinvolgendo i paesi di Gianico, Darfo Boario Terme, Artogne, Angolo Terme, Rogno.

I lavori sono gestiti dalla Todt, organizzazione specializzata in infrastrutture; vengono assoldati oltre 2.000 uomini tra carrettieri e lavoratori locali, per la costruzione di un poderoso sbarramento difensivo. Bunker, cunicoli, strade, fossi e basi antiaeree compongono la Linea Blu, imponente barriera di difesa che non entrerà in uso perché la guerra terminerà prima e le milizie tedesche tratteranno la resa.
Il documentario è un lungo racconto corale, costruito attraverso oltre 40 interviste ai testimoni diretti che hanno lavorato per la Todt o, appena bambini, hanno assistito in prima persona ai lavori e alla presenza tedesca sul territorio. In dialogo con queste testimonianze, la videocamera di Malosso entra nei bunker e nelle gallerie, proponendo una prima bozza di “mappatura” di un percorso tutto da scoprire, in parte nascosto dalla vegetazione e rimosso dalla memoria collettiva, rintracciabile solo grazie alle testimonianze dirette dei superstiti di una pagina dolorosa della nostra storia recente.

Comments

comments