(red.) Pare che non ci sia alcuna matrice politica nell’attacco a colpi di petardi avvenuto la notte tra il 10 e l’11 febbraio alle casette occupate di via Gatti a Brescia. Degli ultimi sviluppi investigativi ne dà notizia il Giornale di Brescia segnalando come l’intervento sarebbe riconducibile a un semplice scherzo o bravata, seppur di cattivo gusto, da parte di alcuni ragazzi neo maggiorenni e tutti incensurati. A questa conclusione sarebbero arrivati la Polizia e i carabinieri che stanno indagando sull’episodio avvenuto ai danni delle casette occupate da circa 60 persone, tra italiani e stranieri, che erano stati sfrattati e qui hanno trovato una residenza.

E sempre i 5-6 ragazzi sarebbero responsabili anche dell’attacco simile al campo nomadi di Rezzato. L’inchiesta è coordinata dalla procura di Brescia e le conseguenze penali del doppio gesto potrebbero essere quindi ridotte allo zero. L’analisi del traffico telefonico in via Gatti, le immagini riprese dalle telecamere sul posto e le targhe “lette” dai portali hanno portato a identificare un 18enne che abita in città e sentito in caserma.

Proprio lui ha rivelato che quella sera era con altri ragazzi e quindi non ci sarebbero legami con movimenti politici o organizzazioni estremiste. “Solo” un semplice scherzo. Intanto, le indagini vanno avanti anche sull’attacco incendiario ad alcune auto al campo nomadi di via Orzinuovi – si cerca di identificare un individuo che si vede sul posto e ripreso dalle telecamere – e su quello avvenuto alla sede del centro sociale Magazzino 47.

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4 Commenti

  1. Sarà anche stata una bravata, ma dovrebbe essere punità con severità.
    Uso il condizionale perchè con tutte le recenti depenalizzazioni non mi sorprenderebbe se finisse tutto a tarallucci e vino.