(red.) Dai 4 ai 2500 euro, sono numerose le micro donazioni ricevute dal Movimento 5 Stelle per la campagna elettorale per le regionali del 2018 pubblicate sul sito www.darioviolipresidente.it.

Lo ha reso noto, nel corso di una conferenza stampa, il candidato a Presidente della Lombardia Dario Violi, nella quale ha fatto appello agli avversari perchè “rendano immediatamente pubbliche le donazioni che hanno ricevuto da privati, enti e associazioni”.

Per Violi, “Gori sta spendendo milioni di euro, da dove vengono? Chiediamo a tutti i candidati di rendere pubblici i propri finanziamenti.

I finanziamenti elettorali condizionano pesantemente l’attività politica dei partiti. Il M5S vive di micro donazioni dei cittadini e autofinanziamento, le somme che possono arrivare non possono superare i 5 mila euro. Noi avremo le mani libere, solo i cittadini che condividono i nostri obiettivi ci hanno sostenuto, l’unico nostro scopo sarà realizzare il programma. I partiti hanno sempre ricevuto regali da imprenditori, industriali, cliniche private, nomi noti dell’alta borghesia, della finanza, delle banche. Questi finanziamenti sono lo specchio delle politiche che poi faranno.

Non sta in piedi la promessa di investimenti in PMI se si prendono soldi dalla famiglia Marzotto, come ha fatto Ambrosoli, o di sostegno alla sanità pubblica, se un re della sanità lombarda privata come Multimedica ti dà migliaia di euro, come è successo alla Lega Nord e a Lombardia Popolare. Non si decide nulla in Fondazione Fiera Milano se il Presidente stacca un assegno da 20 mila euro.

Un caso eclatante in questo senso è quello della Acciaierie Arvedi, che, stando a fonti di stampa, avrebbero dato 200 mila euro al PD Lombardo e a Forza Italia. Regione Lombardia ha stanziato ben due milioni di euro a fondo perduto all’azienda nonostante Arpa avesse riscontrato riscontrato 49 criticità e inottemperanze ambientali. Quel finanziamento andava elargito solo se tutte quelle criticità fossero state sanate”.

Chiedo a Fontana e Gori di fare totale trasparenza sui finanziamenti che ricevono”, continua Violi, “i lombardi devono andare a votare sapendo chi finanzia chi, e per quali importi, anche per verificare se gli eletti subiranno pressioni e condizionamenti nell’attività politica dai finanziatori. In Italia è ancora difficile, se non impossibile, verificare l’eventuale influenza di gruppi o lobby sulle decisioni pubbliche. Gori e Fontana facciano come il M5S, comincino a dare il buon esempio”.

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