(red.) A maggio, al tribunale di Brescia e davanti al giudice Luca Tringali, in undici uomini, tutti dai 41 ai 67 anni, dovranno presentarsi alla sbarra per le accuse di prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Sono coloro che erano stati indagati dalla procura bresciana e che ora ha chiesto il rinvio a giudizio. Ne dà notizia Il Giorno. Le indagini si erano concluse nei mesi precedenti a febbraio e tra i coinvolti ci sarebbero anche quanti hanno già avuto una sentenza per fatti simili.

Ma anche un medico dell’ospedale Civile, un ex preside di una scuola superiore cittadina e un negoziante di alimentari. Tanto che per alcuni di loro erano state chieste anche delle misure cautelari, ma il giudice le aveva negate. Si fa riferimento a quanto sarebbe avvenuto dal 2013 fino ai primi mesi del 2017 quando gli adulti alla sbarra avrebbero compiuto rapporti sessuali con vari ragazzi, oggi maggiorenni, ma minori all’epoca. Tra loro, l’ex dirigente scolastico avrebbe abusato di uno studente tra il 2013 e il 2014 per due volte alla settimana e all’interno dell’istituto.

Tanto da pagargli, pare, anche l’iscrizione a una gita dopo un rapporto orale. Gli altri adulti coinvolti, invece, avrebbero sfruttato internet per adescare i giovani, anche offrendo cifre maggiori in cambio di rapporti non protetti. Tra gli indagati, nel computer del medico sarebbero stati trovati dei video pedopornografici e pagato per avere rapporti. In un altro caso, anche in cambio di un cellulare. Su questi episodi avevano indagato gli agenti della Polizia Locale di Brescia e Montichiari e i carabinieri di Brescia.

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