(red.) E’ un 26enne bresciano di Sarezzo il ragazzo che nella notte tra mercoledì 21 e giovedì 22 febbraio ha creato scompiglio alla guida di un’Alfa Giulia con la quale non si è fermato all’alt imposto dai carabinieri impegnati in un posto di blocco. Era quasi l’una quando il giovane stava percorrendo la tangenziale Ovest di Brescia in direzione della Valtrompia. E quando ha visto una pattuglia che gli mostrava la paletta alzata per farlo fermare, ha invece accelerato proseguendo la corsa e facendosi inseguire.

Ha raggiunto i 160 km orari al semaforo rosso all’altezza dell’ex caserma Papa, poi, in via Milano, in via Vallecamonica in contromano, quindi in via San Bartolomeo prima di raggiungere Sarezzo come destinazione finale. Peccato per lui che, nonostante avesse fatto perdere le proprie tracce, gli agenti abbiano raccolto i dati della targa arrivando in piena notte all’intestatario del veicolo. Cioé al padre del 26enne che abita a Villa Carcina.

L’uomo ha ammesso che il figlio stava guidando l’auto anche se non aveva la patente. Quindi gli operatori hanno raggiunto Sarezzo dove hanno trovato il 26enne che non ha potuto negare ed è stato condotto al comando di via Donegani. Ha ammesso di non aver ancora ottenuto il titolo di guida “perché non riesco a superare l’esame”. Ora nei suoi confronti è in arrivo una maxi multa per le violazioni amministrative, ma rischia anche una denuncia penale per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

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4 Commenti

  1. ed un piccolo pensierino pure al padre del ragazzo no e’!!!!
    dal momento che sapeva che il figlio girava senza patente, per me pure lui e’ complice, forse anche peggio.
    Andata di lusso che nel frattempo non e’ successo nulla, primo perche’ sicuramente il ragazzo avrebbe fatto omissione di soccorso, inoltre, in caso di incidente mega, con le assicurazioni non so come si sarebbe impastata la cosa.
    L’importante ieri e’ avere rimpatriato il “clandestino”, quello che non disturbava, lavorava, e non creava pericolo e rotture a nessuno.
    Per conto mio quello (il clandestino) era da tenere qui, e impatriare in altra patria padre e figlio della bella Alfetta.

  2. Per la serie: “La Giustizia che vorrei”:
    1) Maximulta da capogiro
    2) Una buona dose di lavori socialmente utili possibilmente di quelli che generano molto sudore.
    3) interdizione alla guida di veicoli a motore per almeno 10 anni e previo superamento di regolare esame.