(red.) Si fa sempre più largo il bacino dei sindaci bresciani che si oppongono al ricorso presentato dall’Associazione Industriale Bresciana al Tar contro i limiti ancora più stringenti all’indice di pressione ambientale stabiliti dalla Regione Lombardia. Cioé quel fattore che impedisce di allargare o aprire nuove discariche e impianti in zone già colme di rifiuti. A guidare la delegazione contro il ricorso di Aib è Montichiari, tra i paesi più colpiti a livello europeo per la presenza di questi siti ambientali.

Ora, come scrive Bresciaoggi, si sono accodati anche Castenedolo, Rezzato, Calcinato, Bedizzole, Ghedi, Mazzano, Cazzago San Martino, Borgosatollo, Calvisano, Visano, Bagnolo Mella, Montirone, Mairano, Prevalle, Caino, Capriano del Colle, Bovezzo, Carpenedolo, Sarezzo, Ospitaletto, Urago d’Oglio, San Gervasio, Padenghe, Concesio, Nuvolento e l’Associazione dei Comuni Bresciani. Alcuni di loro presenteranno un contro ricorso nei giorni successivi a venerdì 23 febbraio e ritenendo che la salute sia più importante rispetto al guadagno e all’aspetto economico. Si sottolinea come sia la prima volta che tanti Comuni, anche a diverse latitudini della provincia, si schierano insieme per dare una svolta all’ambiente.

E i sindaci precisano di non voler andare contro le imprese, ma nemmeno di voler trattare sulla salute umana. Nel frattempo, al Museo Lechi di Montichiari si è svolto un vertice e in cui è stato proposto di aprire un tavolo dedicato con la Provincia, la Regione Lombardia e i Comuni. Diego Peli, in rappresentanza di palazzo Broletto che rilascia le autorizzazioni per aprire o ampliare discariche, sottolinea come il problema principale sia il viaggio compiuto dai rifiuti, anche perché nel bresciano spesso arrivano materiali che non sono di aziende locali. Lo stesso Peli definisce importante l’indice di pressione ambientale, ma chiede al Pirellone di valutare il fatto che Brescia è la terza potenza industriale italiana e la prima nel campo dell’agricoltura.

Comments

comments