(red.) Nella giornata di martedì 13 febbraio al tribunale di Brescia si è svolta un’udienza nell’ambito di un processo per maltrattamenti in famiglia a carico di un 47enne. I fatti si riferiscono al luglio del 2017 a Caino, nel bresciano, quando l’uomo, che aveva già iniziato mesi prima a minacciare la moglie, continua nel suo intento. A metà luglio, sotto l’effetto dell’alcol e della droga, aveva preso per il collo la compagna minacciandola di nuovo. Poi le aveva mostrato un articolo di giornale in cui si parlava di un caso di femminicidio e scrivendo le generalità della donna come nuova vittima. Infine, mentre la compagna era tornata dal giardino con un decespugliatore, le aveva lanciato addosso della benzina dicendole di spegnerle una sigaretta in faccia.

Di fronte a quella scena, era intervenuta anche la figlia maggiorenne della coppia, insieme ai vicini di casa, tutti oggetto delle minacce del 47enne. E a rischiare è stato anche il più piccolo di casa. Sul posto erano intervenuti i carabinieri per arrestarlo e condurlo nel carcere Canton Mombello di Brescia. Nell’udienza di martedì sono state confrontate le versioni delle perizie tecniche da parte della difesa e dell’accusa definendo che l’uomo non fosse in grado di intendere e di volere quando si è comportato in quel modo. Così il legale dell’uomo chiede di concedere i domiciliari al proprio assistito e sorvegliato da un centro specializzato. Al contrario, il pm propone piuttosto di trasferirlo in una comunità di recupero. Il giudice deciderà il 28 febbraio.

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