(red.) Due episodi avvenuti nell’arco di poche ore, tra sabato 10 e domenica 11 febbraio, hanno scosso l’intera comunità cittadina di Brescia e instaurato un senso di paura. Da una parte le due molotov lanciate contro altrettante casette prefabbricate in via Gatti e dall’altra le quattro auto date alle fiamme nel campo nomadi di via Orzinuovi. Sono due situazioni sulle quali stanno indagando la Polizia di Stato e la Locale, analizzando anche le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza presenti lungo le zone interessate.

Per quanto riguarda via Gatti, dove abitano circa 60 persone nelle casette usate dagli operai che hanno realizzato la metropolitana, è stata l’associazione “Diritti per tutti” a comunicare quanto avvenuto. Mentre qualche testimone ha rivelato che, dopo le due esplosioni, si sarebbe distinta la fuga di una vettura. Sull’incendio doloso al campo sinti, invece, si valuta se sia stato appiccato per una faida interna a queste comunità oppure come atto di razzismo in un periodo in cui l’Italia si sta facendo distinguere in modo negativo.

In via Orzinuovi, infatti, sono state bruciate quattro auto – non ci sono stati, invece, colpi di pistola come sembrava, ma erano gli scoppi di airbag e ruote – mentre solo tentati ad altri furgoni che si trovavano sul posto. Subito dopo l’accaduto, le forze di polizia hanno avuto una riunione per definire di intensificare i controlli sulla zona. E mentre dal Comune dicono di affidarsi proprio alle forze dell’ordine, per martedì 13 febbraio è stata convocata a palazzo Broletto una riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

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