(red.) E’ stata una brutta avventura quella in cui è incappata una studentessa di 22 anni, residente a Coccaglio, nel bresciano, mentre lunedì 5 febbraio si trovava su un treno di Trenord proveniente da Milano e diretto a Brescia. La ragazza era seduta e accanto a lui, come passeggero, c’era un 40enne di origine senegalese. Gli unici due, in quel momento, nel vagone. A un certo punto l’uomo, approfittando del fatto di essere soli, ha allungato le mani sulle gambe della vicina di posto che si è subito smarcata.

Quando gli atteggiamenti dell’africano iniziavano a farsi più insistenti, la ragazza ha cercato di fuggire lungo il corridoio e tentando di scendere alla fermata di Treviglio dove il convoglio stava per giungere. Ma il 40enne l’ha spinta contro una porta impedendole di muoversi. In qualche modo la 22enne è riuscita a liberarsi e a raggiungere un altro vagone dove erano presenti i controllori di Trenord ai quali ha raccontato della presenza di quel passeggero molesto.

Quindi, gli addetti lo hanno cercato e bloccato prima che cercasse di scappare. Giunti alla stazione di Rovato, l’uomo è stato fatto scendere e davanti a lui erano presenti i carabinieri della compagnia di Chiari allertati poco prima proprio dai controllori. Per il 40enne sono scattate le manette per lesioni personali e tentata violenza sessuale. Ma non è tutto, perché addosso al 40enne sono stati trovati decine di orologi griffati di cui non ha saputo indicare la provenienza e perché li avesse. E per lui si sono aggiunte anche le accuse di contraffazione e ricettazione.

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10 Commenti

  1. Razza di qui… Razza di li….
    Cari miei Signori… le razze piu’ forti prevarranno sempre sulle razze piu’ deboli e tremanti.
    Come piccoli pulcini tremanti si pensa che mamma chioccia con il nome di “stato Italiano” sia li a nostra disposizione a prenderci tutti sotto le calde e sicure alucce per rassicurarci.
    Non avete ancora capito che quelli hanno fame, molta fame…. e la chioccia o pollo che sia, finira’ presto sulla grigliata di qualche popolo molto piu’ forte ed affamato.
    Oserei dire : questione di leggi leggi darwiniane.
    P.S.
    Ogni paese ha quel che merita, comoda prendersela sempre con l’ovvio divenuto oramai una regola fissa.

  2. Lesioni personali, tentata violenza sessuale, contraffazione e ricettazione: una “legge normale in un Paese normale” lo processerebbe per direttissima, condannerebbe e rispedirebbe in Senegal. Ma siamo in Italia…

    • se permetti proseguo io.
      … Ma siamo in Italia dove se lo fai sei subito accusato di razzismo.
      ► Già il razzismo, quella cosa che ultimamente ha perso il suo corretto significato etimologico, ed è diventato sinonimo di buon senso.

      • Io mi riprometto sempre di non leggere i commenti a queste notizie locali perché preferisco impegnare il poco tempo libero che ho in cose piacevoli o se spiacevoli comunque che mi diano stimoli, non in senso fisiologico, ma non sempre ci riesco. Quindi, visto che in un momento di debolezza ci son cascato mi vien da chiederle, dove diavolo lei abbia mai visto o letto di qualcuno che in merito ad accuse così gravi di tentata violenza si sia messo a parlare di razzismo. Viviamo i tempi bui della ragione….

        • Probabilmente mentre era intento a impegnare il poco tempo libero in cose piacevoli e stimolanti, si è perso qualcosa.

          Le porgo solo uno deigli ormai innumerevoli esempi:
          http://www.ansa.it/campania/notizie/2017/09/16/carmen-di-genio-gli-immigrati-non-sanno-che-non-devono-violentare_da862c57-2418-4a32-a651-36d26812c9ad.html

          Su una cosa però siamo d’accordo: “viviamo i tempi bui della ragione”, infatti se la ragione, intesa come buon senso, fosse anche solo minimamente applicata, non avremmo questa bomba sociale che qualcuno definisce immigrazione, ma in realtà è un’invasione programmata e senza controllo alcuno, che ormai è scappata di mano anche ai suoi ipocriti e interessati fautori.

          • Chi si trova in un Paese che non è il suo, cioè quello di origine, deve sottostare prima di tutto alle leggi, ripeto le leggi, di quel Paese dove comunque vige uno stato di diritto e non, magari, il tribalismo alla faccia della tripartizione dei poteri come presupposto della democrazia. Si sono davvero perse la ragione e il buon senso quando si cercano giustificazioni deliranti a fronte del compimento di reati in un Paese civile.

          • Questa “cosa” ce l’ho nella cartella delle oscenità da tempo, e caso mai ci vogliono pochi secondi per trovarla in rete su YouTube.
            La frase l’ha detta tutta, perfettamente intellegibile, seppur in un contesto di vari luoghi comuni e girovaganze mentali sconnesse tra loro al punto che c’è da chiedersi se è veramente un avvocato.

            Il sig. Davide Pulente, si è arrampicato sugli specchi per imporre la sua visione, ottenendo solo che la pezza è ancora peggiore del buco.

            Non serve costruire teorie, la realtà basta e avanza, soprattutto quest’ultima.
            (A capila)

          • «Non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia, su una spiaggia, non si può violentare; probabilmente lui non conosce questa regola».
            Per fortuna coloro che pensano una simile fesseria, oltre alla sig. Carmen Di Genio, sono quattro gatti.
            Io invece PRETENDO che l’africano che viene in Italia conosca e rispetti le nostre regole, altrimenti è molto meglio che resti a casa sua.