(red.) Non solo 3 anni di reclusione per abuso d’ufficio e falso ideologico in atto pubblico, ma anche il pagamento di 242 mila euro come risarcimento esecutivo alla Gedit di Montichiari, nel bresciano. E’ questo quanto ha deciso giovedì 8 febbraio il giudice del tribunale Vittorio Masia nei confronti dell’ex sindaco monteclarense Elena Zanola nel processo di primo grado. La Corte ha quindi accolto la ricostruzione accusatoria dei pm Michele Stagno e Fabio Salamone per le presunte pressioni che l’ex primo cittadino avrebbe compiuto nei confronti dell’azienda che gestisce un impianto di trattamento dei rifiuti nella frazione di Vighizzolo.

Si fa riferimento alla presunta volontà di Zanola di chiudere l’impresa o di farla cedere a soggetti amici del Comune. E sono diverse le azioni di contrasto che avrebbe condotto. Dal sollecitare la firma su una convenzione compensativa per l’ambiente e dal prezzo molto più alto rispetto alle realtà già presenti sul territorio. O alla campagna che aveva allestito con l’appoggio dei cittadini e della Polizia Locale diffondendo moduli prestampati da far firmare alle famiglie indicando nella Gedit la causa dei cattivi odori. Anche la municipale venne coinvolta, obbligata a scrivere rapporti falsi dopo le ispezioni alla discarica. Tanto che nel 2012 l’ex primo cittadino aveva poi emesso un’ordinanza di chiusura dell’impianto, ma stoppata dal Tar di Brescia.

Lo stesso ex sindaco avrebbe anche detto il falso sui motivi di quel provvedimento, imputando alla Gedit anche la causa dei malori alla scuola di Vighizzolo. Infatti, aveva convinto i genitori degli studenti a firmare dei documenti che attestavano la situazione ambientale. Ma Zanola non avrebbe mai rivelato che l’Arpa, nei suoi controlli, aveva notato come oltre i 150 metri non si avvertissero i miasmi. Di fronte alla sentenza di prima condanna, l’amministrazione comunale si dice garantista e attende i nuovi sviluppi, mentre dall’ex sindaco Gianantonio Rosa al capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale Marco Togni si dicono vicini alla Zanola, criticando il fatto che sarebbe stata punita chi ha tutelato i propri cittadini.

Ma per l’ex primo cittadino condannato e che si muoverà sugli altri gradi di giudizio, è possibile che arrivi un altro processo. Il giudice, infatti, ha deciso di rinviare gli atti alla procura perché valuti il reato di calunnia proprio per la Zanola, l’ex direttore dell’Arpa Giulio Sesana, il comandante della Polizia Locale Christian Leali e il vice commissario Tiziano Piccinelli.

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