(red.) Quella di mercoledì 7 febbraio è stata una giornata drammatica per la scuola elementare di Ponte San Marco a Calcinato, nel bresciano, dopo la tragica morte della maestra Sara Mutti, a 39 anni, residente a Ciliverghe di Mazzano. Mentre la direzione e i docenti cercavano in qualche modo di dire agli studenti cosa era successo alla professoressa di italiano e facendo loro disegnare cosa la donna rappresentava nei pensieri, si aggiunge un’altra sfera, quella famigliare e degli affetti. Quindi, il marito Daniele Taglietti e il figlio di soli 2 anni rimasto orfano della madre.

Aldilà del dramma impossibile da scalfire, si stanno valutando le cause che potrebbero aver stroncato la 39enne. Sara Mutti lunedì 5 febbraio era svenuta in classe davanti ai suoi studenti di prima elementare e poi trasferita in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale di Desenzano dal quale era stata dimessa nelle ore successive e con una serie di prescrizioni mediche. Sentendosi meglio, era tornata a casa e il giorno dopo, martedì, aveva comunque avvisato la scuola del fatto che non sarebbe rientrata per riprendersi del tutto e dando disposizioni a chi l’avrebbe sostituita.

Ma nel pomeriggio aveva accusato un nuovo malore per poi essere condotta alla clinica Città di Brescia dove, però, è deceduta prima di sera. Sulla salma la procura di Brescia ha disposto l’autopsia, acquisendo anche le cartelle cliniche del ricovero a Desenzano e quelle dell’ospedale cittadino per verificare cosa abbia ucciso la giovane maestra e se ci siano responsabilità da parte dei medici che l’hanno avuta in cura.

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