(red.) Mentre la società Anas e il gruppo Salc stanno ancora definendo gli accordi, prima di firmare, per i lavori di realizzazione del raccordo autostradale della Valtrompia, nel bresciano, da Roma arriva un altro colpo. Il Consiglio di Stato al quale si era rivolta l’azienda aggiudicataria dell’opera per impugnare la sentenza del Tar di Brescia che riconosceva 8,7 milioni di euro di risarcimento e non i 58 milioni decretati dal commissario regionale, ha accolto il ricorso. Quindi, l’intera situazione dovrà restare “congelata” fino all’1 marzo quando i giudici amministrativi si pronunceranno.

“La situazione induce a ritenere l’urgenza di provvedere con la sospensione dell’esecutività della sentenza del Tar perché questa consente di prevenire il danno prospettato dall’appellante come estremamente grave” scrive il Consiglio di Stato nella sentenza riportata da Bresciaoggi. Si è ormai all’ennesima guerra di carte bollate, tra il privato che chiede una cifra decisamente maggiore e Anas che invece non vorrebbe nemmeno pagare gli 8,7 milioni stabiliti.

Quindi, fino all’1 marzo non potrà arrivare alcuna firma. Subito dopo potrebbero giungere nuovi scenari. Per esempio, se il Consiglio di Stato dovesse respingere il ricorso, il gruppo Salc potrebbe trovare un accordo per effettuare i lavori oppure abbandonare l’opera, dando il via libera al secondo arrivato nella gara. Senza dimenticare che il comitato “No autostrada, sì metrobus” ha presentato altri ricorsi sulla propria inammissibilità ritenuta dai giudici e anche sulla valutazione d’impatto ambientale scaduta.

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