(red.) Per aver coperto un collega, che era uscito di casa nonostante fosse costretto agli arresti domiciliari, due carabinieri che operavano a Nuvolento, nel bresciano, rischiano di finire a processo. La vicenda, di cui scrive il Giornale di Brescia citando fonti giudiziarie, fa riferimento a Fabrizio Sgrò, che nel 2014 venne arrestato con altri indagati per casi di prostituzione in vari night club del bresciano. Al momento è in affidamento in prova e sta scontando la pena, patteggiata, a 4 anni e otto mesi di reclusione.

Nell’estate del 2017 l’ex comandante dei carabinieri del paese e un sottoposto erano andati a controllare che il collega rispettasse la detenzione domiciliare. Invece, non lo avevano trovato in casa. Tuttavia, si erano sentiti chiedere da Sgrò di mentire e comunicare che il collega fosse regolare. Di conseguenza, avevano cancellato il servizio ed eliminato tutte le prove sul fatto che il militare agli arresti fosse evaso. Ma per quell’episodio ora la procura chiede per entrambi il processo con le accuse di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, in certificati o in autorizzazioni amministrative.

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