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(red.) “La magistratura bresciana ha avviato un’inchiesta sulle modalità di raccolta delle deleghe e di svolgimento dell’ultima assemblea sociale di Banca Valsabbina”. Ad annunciarlo – sottolineando di essere stato sentito come persona informata sui fatti – è stato Aurelio Bizioli, durante l’assemblea che si è tenuta giovedì sera all’auditorium comunale di Gavardo alla presenza di numerosi azionisti insoddisfatti per la gestione dell’istituto di credito. Bizioli, quindi, ha aggiunto che – a seguito di questa azione – il Comitato soci Valsabbina ha deciso di presentare un dossier a Banca d’Italia e Consob per sapere se le modalità di raccolta deleghe e di voto sono state legittime.

I soci fondatori del Comitato, nell’assemblea, hanno toccato tutti i temi caldi legati alla banca: dai conti alle scelte strategiche, dalle recenti dimissioni di due membri del Cda (con successiva cooptazione di altri) al valore delle azioni. Preso atto che, a fronte delle dimissioni di due consiglieri, il Cda ha deciso di procedere immediatamente alla sostituzione (che poteva essere tranquillamente effettuata nella prossima assemblea) con due candidati scelti dal Consiglio – pur apprezzando lo sforzo di rinnovamento – il Comitato ha evidenziato che “non è certo democratico trascurare quanto emerso nell’ultima Assemblea, dove i tre candidati espressi dai soci hanno ricevuto dagli stessi più di 800 voti ciascuno”.

Inoltre membri del Comitato e pubblico in sala hanno puntato l’indice sulla questione dei titoli, ricordando che le azioni della Valsabbina si sono deprezzate in maniera significativa nel 2016 e hanno mantenuto anche nel 2017 un trend al ribasso delle Banche che hanno deciso di quotarsi nello stesso mercato (Hi-Mtf) nella seconda metà dell’anno. L’obiettivo prioritario per il Comitato è mettere in campo le azioni che permettano, in una situazione di sostanziale ripresa del mercato azionario, che anche le azioni di Banca Valsabbina, da mesi inchiodate di poco sopra i 5 euro, riescano a recuperare se non tutto parte del valore disperso in questi due anni.
Francesca Uggeri e Giorgio Paris, inoltre, hanno richiamato le incongruenze dello Statuto e del Regolamento assembleare, scritti con l’evidente obiettivo di salvaguardare lo status quo, preannunciando che il Comitato sottoporrà proposte al Consiglio d’Amministrazione per modifiche dello Statuto, nel rispetto delle regole sulla trasparenza, la limitazione della durata degli incarichi e la rappresentanza di genere e, soprattutto, sulla partecipazione.

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1 COMMENTO

  1. Ci dispiace commentare questa guerra senza fine tra azionisti di una banca che, in momenti assai critici per qualsiasi istituto bancario, è comunque riuscita a mantenere sufficienti solidità patrimoniale, redditività dal core business e dalla gestione caratteristica, quote di mercato al servizio del territorio bresciano. Ma è anche vero che arroccarsi in una governance monolitica e blindata, con alcune decisioni strategiche prese con parecchi azzardi ed incognite (ingresso nella compagine di centinaia di piccoli soci non sufficientemente informati sul rischio, quotazione sul mercato Hi-Mtf, acquisizione o apertuta di nuovi sportelli), non poteva e non può passare sotto silenzio. C’è da augurarsi che alla prossima assemblea si trovi una soluzione di mediazione oppure di compromesso semplicemente adeguando lo Statuto ad istanze legittime di rappresentanza e di partecipazione più ampie.