(red.) Una nuova tegola sulla passeggiata di Punta Grò a Sirmione, sulla sponda bresciana del lago di Garda. Nelle ore precedenti a giovedì 1 febbraio, infatti, i carabinieri forestali di Salò hanno sequestrato l’area di cantiere ipotizzando un’accusa di reati ambientali. Il motivo? La base in cemento che è stata posata in attesa della copertura definitiva con della miscela bianca prevista a marzo, in alcuni punti sarebbe più larga anche fino a 80 centimetri rispetto alle direttive della Soprintendenza.

Sul posto sono in corso proprio i lavori che daranno vita a 1,5 chilometri di percorso, largo 2,5 metri, a favore dei cittadini e turisti e per un costo di 200 mila euro. Si tratta del secondo problema per l’opera in costruzione, dopo che alla fine di novembre qualcuno aveva presentato un esposto per la presenza di asfalto che avrebbe avuto un impatto ambientale troppo forte. La situazione è stata presa in carico dai carabinieri che hanno svolto un sopralluogo e poi acquisito in Comune tutta la documentazione sui lavori.

In realtà, il municipio è solo ente committente, mentre la progettazione e direzione dei cantieri sono in capo all’Autorità di bacino. Di fronte all’evidenza dei fatti, i militari hanno posto i sigilli sui lavori, interrompendo il cantiere. E’ un forte disagio tenendo conto che a marzo sarebbe arrivata la copertura finale in modo da aprire l’opera al pubblico entro la primavera. Dal Comune, che si attiverà per chiedere la riapertura e la ripresa del cantiere, precisano che si tratta proprio di un’area di lavoro dove può essere normale che la base sia più ampia della strada pedonale. Ma per il momento resta tutto bloccato.

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