(red.) Grave lutto per il calcio italiano (e non solo) e anche per Brescia dove abitava. Martedì sera 30 gennaio è morto nella sua casa, in città, Azeglio Vicini. L’ex allenatore della nazionale italiana era nato a Cesena nel 1933 e avrebbe quindi compiuto 85 anni il 20 marzo. E’ stato giocatore del Vicenza nel 1955, anno della promozione in serie A, poi alla Sampdoria e in serie B con il Brescia nel 1963 fino al 1966. Poi appese le scarpe al chiodo iniziando l’attività di allenatore, proprio tra le rondinelle, fino al 1968 quando in quella stagione il Brescia finì in serie B.

Poi aveva raggiunto la nazionale italiana con l’under 23 e l’under 21 per approdare alla prima squadra nel 1986 dopo i mondiali che avevano visto Enzo Bearzot. Aveva lanciato giocatori come Walter Zenga e Roberto Donadoni e agli Europei del 1988 in Germania dove la nazionale arrivò in semifinale e sconfitta dall’Unione Sovietica. Quindi, a Italia ’90 con la sconfitta in semifinale per conto dell’Argentina e il terzo posto raggiunto.

Ha proseguito la carriera fino al 1991, poi seguito da Arrigo Sacchi. Aveva guidato anche il settore giovanile nell’ambito della Federazione, poi passato a Roberto Baggio che era presente al mondiale del 1990 in Italia. Azeglio Vicini dal 1963 abitava a Brescia dove è deceduto. Lascia la moglie Ines e i figli Ofelia, Manlio e Gianluca.

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