(red.) Costretta a restare segregata in casa e a subire mesi di violenze, davanti ai due figli piccoli, per opera del marito. E’ quanto hanno scoperto e fermato i carabinieri di Darfo Boario Terme, nel bresciano, durante un blitz condotto nei giorni precedenti a lunedì 29 gennaio in un’abitazione della frazione di Angone. Qui la famiglia straniera, con il padrone di casa marocchino, si era trasferita da pochi mesi. Lui, 50enne, fedelissimo all’Islam aveva di fatto schiavizzato la moglie obbligandola a non uscire mai di casa, a vestirsi in un certo modo e a non avere contatti con nessuno all’esterno.

Nonostante i due figli fossero iscritti a scuola. Tuttavia, all’uomo non bastava imporre quelle regole, tanto da rifilare schiaffi, pugni e minacce di morte alla consorte. Questa situazione, come hanno scoperto le forze dell’ordine, andava avanti da mesi. Fino a quando una vicina di casa, una delle poche amiche con cui la segregata riusciva ad avere rapporti, ha allertato proprio i militari dopo aver sentito l’ennesima sfuriata del 50enne a due passi e la donna gridare.

L’Arma è intervenuta sul posto e ha notato la vittima piangente e con diversi lividi. Facendo una perlustrazione dell’abitazione sono emersi anche altri elementi che facevano presagire alla violenza continua. Così l’uomo, che tra l’altro impugnava un coltello da cucina nella lite con la compagna, è stato arrestato per maltrattamenti e lesioni aggravate e condotto prima in caserma, poi nel carcere di Canton Mombello a Brescia. La moglie e i figli, invece, sono stati affidati ai servizi sociali. Dalle testimonianze e interrogatori è emerso quanto avveniva di ordinario in quell’abitazione.

Comments

comments