(red.) L’appuntamento è per giovedì 1 febbraio, dalle 20.30, nell’Auditorium Comunale di Gavardo (via Quarena 8). Dopo l’assemblea di otto mesi fa, infatti, il Comitato Soci Valsabbina non è rimasto con le mani in mano, attivandosi con segnalazioni a Consob e Banca d’Italia. E ora rilancia la battaglia per chiedere più democrazia e trasparenza – oltre che iniziative concrete per tutelare gli interessi dei soci risparmiatori – chiamando nuovamente a raccolta tutti gli azionisti delusi in vista dell’assemblea dell’istituto di credito che si terrà in primavera.

Ad annunciarlo – svelando le prossime mosse degli azionisti “ribelli” – sono stati questa mattina, durante una conferenza stampa convocata da 21Grammi, i rappresentanti del Comitato: Aurelio Bizioli, Giorgio Paris, Gino Toffolo, Mariano Rainone e Francesca Uggeri.

“Durante l’ultima assemblea”, hanno sottolineato, “i soci hanno potuto ascoltare – e sostenere – una voce diversa da quella del gruppo dirigente che guida la Banca da sempre. Gli attuali vertici di Valsabbina hanno dovuto utilizzare tutte le clausole vessatorie previste dallo Statuto e da un Regolamento di stampo ottocentesco per arginare la nostra proposta, ma il risultato elettorale ha rafforzato le nostre istanze di cambiamento e di condivisione nella gestione delle strategie aziendali”.

Il Comitato ribadisce quindi la richiesta di cambiare le regole, per favorire la partecipazione e il ricambio generazionale. E sottolinea di essersi attivato segnalando agli organismi di vigilanza – Banca d’Italia e Consob in primis – le più rilevanti criticità nello svolgimento delle procedure assembleari di selezione della governance. La richiesta, ora, è che “nella prossima assemblea societaria vengano espressamente discusse, come primo punto all’ordine del giorno, le opportune modifiche societarie da sottoporre ad una successiva assemblea straordinaria”.

Ma non solo. Il Comitato ha ribadito la “forte preoccupazione per la situazione gestionale che esprime una difficoltà evidente”, sottolineando che “a fronte di un sistema bancario che ipotizza la chiusura degli sportelli, l’ulteriore apertura di nuove filiali, dopo le acquisizioni degli sportelli Hypo Bank, lascia veramente perplessi”. “Attendiamo – hanno detto i fondatori – che il Cda comunichi i risultati della ordinaria verifica ispettiva di Banca d’Italia, per comprendere se le nostre preoccupazioni sul futuro della banca siano infondate o meno”.

Per quanto riguarda invece il valore delle azioni, la contestazione alla dirigenza di Valsabbina è quella di aver fatto da cavia per altre banche sul funzionamento del mercato Hi-Mtf. L’andamento dei titoli – hanno evidenziato i membri del Comitato nel corso della conferenza stampa – è emblematico: l’azione, infatti, ha perso il 61% del valore nel 2016 (da 18 a 7 euro) e un ulteriore 35% nel 2017, quando è passata da 7 euro a 5,58 euro. Ma la discesa del prezzo si è fermata a giugno, quando è avvenuta una revisione complessiva del sistema di quotazione, che ha permesso agli istituti di credito che hanno atteso tale momento per entrare in Hi-Mtf di contenere le perdite.

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