(red.) La vicenda sul caso di meningite che ha colpito un bambino di 3 anni iscritto all’asilo Maddalena di Canossa a Ghedi, nel bresciano, fa tornare alla mente un altro episodio, ancora più tragico in quella situazione. Si parla di Malika, la bimba pakistana di 5 anni residente con la famiglia a Inzino di Gardone Valtrompia e deceduta l’8 gennaio 2017 all’ospedale Civile di Brescia, anche lei per meningite, ma da pneumococco.

La piccola il giorno precedente, il 7, era stata condotta dai genitori alla massima struttura cittadina con sintomi di febbre alta e vomito. Ma era stata poi dimessa, disponendo una cura a base di antibiotici. Tuttavia, proprio il giorno successivo la famiglia era stata costretta a ripresentarsi in ospedale, con tanto di ricovero di Malika in rianimazione, sfociato poi nella morte. Per quella vicenda otto medici che si erano fatti carico della bimba sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo.

Gli ultimi aggiornamenti, di cui scrive il Giornale di Brescia citando fonti giudiziarie, riguardano la deposizione di una relazione da parte del perito nominato dalla procura di Brescia. All’interno si legge che i medici non avrebbero avuto alcuna responsabilità e al massimo si pone qualche critica sulle dimissioni rapide della bimba. Per questo motivo il pubblico ministero di turno Carlo Pappalardo, a capo dell’inchiesta, chiederà di archiviare la posizione degli otto professionisti.

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