(red.) Cantieri sull’alta velocità ferroviaria della linea Brescia-Verona al via in primavera. Lo ha annunciato giovedì 11 gennaio da Venezia l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini. Il progetto definitivo passato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) è stato di nuovo inviato alla Corte dei Conti dopo la prima richiesta di integrazione e si prevede che nell’arco di due mesi arriverà il via libera. Poi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e la firma del contratto con Cepav 2, procedendo quindi con gli espropri tra Mazzano, Calcinato, Lonato, Desenzano e Pozzolengo fino a Verona.

E l’amministratore delegato di FS ha già anticipato che l’intera infrastruttura, compreso il tratto tra Verona e Vicenza i cui cantieri dovrebbero partire entro il 2018, entrerà in funzione nell’arco di 5-6 anni, in anticipo rispetto ai più di 7 anni inizialmente previsti. A questo si aggiunge il fatto che da dicembre sarà completato il tratto dell’alta velocità – iniziato nel 2011 – da Treviglio all’ingresso verso Brescia e per un importo totale di 2 miliardi di euro. Saranno ridotti di 5 minuti i tempi di percorrenza, tanto da poter muoversi da Brescia a Milano, con il Frecciarossa, in mezzora. L’intervento sulla Brescia-Verona, invece, costerà 2,5 miliardi di euro.

E proprio su questo fronte, giovedì mattina 11 gennaio una decina di manifestanti dei comitati No Tav hanno compiuto un blitz pacifico a Sant’Anna di Calcinato, nel bresciano. Qui erano presenti alcuni tecnici per raccogliere tracce di terreno e valutare l’aspetto geologico in vista dell’apertura dei cantieri. Intorno alle 8 è andato in scena il presidio sul terreno privato contro trivella e macchinari di lavorazione e con il consenso, pare, del proprietario.

Sul posto sono giunte alcune pattuglie dei carabinieri e della Polizia locale per riportare la calma e identificare chi protestava. Il presidio dei No Tav si è sciolto prima delle 9,30, ma gli attivisti promettono ancora battaglia. Anche perché il lavoro tecnico di giovedì non sarebbe stato giustificato da nessun documento cartaceo e per un progetto definitivo che non c’è al momento. Amarezza è stata espressa anche dal sindaco Marika Legati perché in Comune non sarebbe arrivata alcuna informazione su questi rilievi tecnici.

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