(red.) Giovedì 11 gennaio il tribunale di Brescia ha ospitato la prima udienza nell’ambito del processo per presunti abusi sessuali a carico di don Angelo Blanchetti, il parroco sospeso di Corna di Darfo Boario Terme, nel bresciano. Attualmente è ai domiciliari dopo l’arresto incassato nel 2016. Nel corso dell’udienza è emerso un accordo raggiunto tra la Diocesi di Brescia, parte civile nel processo con la parrocchia darfense e la famiglia del 16enne che aveva denunciato il prelato per quei presunti abusi.

Gli atti sessuali sul ragazzino si sarebbero consumati tra il gennaio 2015 e il maggio 2016 nella cucina dell’appartamento di don Blanchetti come aveva testimoniato lo stesso giovane. In ogni caso, una parte dell’accordo prevede un risarcimento alla famiglia straniera del ragazzo, di cui un importo sarà riconosciuto per i costi di istruzione. L’incontro in tribunale, durato pochi minuti, è stato aggiornato al 24 aprile dopo la richiesta di giudizio immediato presentata dall’ex sacerdote e sentendo una testimone.

I giorni che separano la prima udienza da quella successiva saranno utili per inoltrare il risarcimento. Tra l’altro, don Blanchetti dopo i primi domiciliari si era visto concedere l’obbligo di sola firma. Ma era stato scoperto di allontanarsi dall’abitazione e per lui era scattata di nuovo la detenzione in casa. Anche un’altra persona, nello stesso periodo in cui si hanno avuto notizie dei presunti abusi sul giovane, aveva denunciato di aver subito un trattamento identico quando era ragazzino dal prelato. Ma in questo caso andrebbe tutto prescritto visto il tempo trascorso.

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