(red.) Un caso accertato di scabbia a Lumezzane, nel bresciano. Del fatto ne dà notizia Bresciaoggi parlando di una situazione che arriva dalla scuola elementare “Caduti per la patria” della località Piatucco. Tutto questo è emerso nella giornata di martedì 9 gennaio, ma si sollevano dubbi sul momento in cui la circolare, dove si fa riferimento al disagio, sia stata presentata agli studenti coinvolti, di una classe quarta. C’è chi l’avrebbe ricevuta già l’ultimo giorno delle lezioni prima della pausa natalizia e chi, invece, l’avrebbe vista solo lunedì 8 gennaio, alla ripresa. Dalla dirigenza scolastica parlano di una situazione assolutamente tranquilla e monitorata.

Anche se nello stesso documento consegnato prima delle vacanze era stato chiesto alle famiglie di controllare i propri figli per un periodo di sei settimane e di presentarsi dal pediatra in caso di segni sospetti. Ma dai genitori è partita una protesta contro la scuola. Da una parte si è creato un allarmismo visto che la scabbia è una malattia della pelle di cui a Lumezzane non si sentiva parlare da decenni. Dall’altra, perché solo alcune famiglie sarebbero state informate della situazione e quindi viene lamentata la scarsa trasparenza. Tanto che gli stessi genitori hanno chiesto un incontro per affrontare il caso.

Comments

comments

21 Commenti

  1. Fonte Brescia Oggi:
    “I dati elaborati dalla Regione Lombardia con le Ats (pubblicati con il report sui migranti e l’accoglienza in Lombardia di inizio settembre) non lasciano dubbi nè permettono giustificazioni filosofico-politiche a un fenomeno che diventa sempre più preoccupante.
    Secondo il report lombardo nel mese di luglio sono state effettuate 1.500 vaccinazioni, 1.615 test di Mantoux (tubercolosi), 722 controlli di secondo livello per la tubercolosi e 196 trattamenti anti scabbia.
    …………In questo senso la Ats di Brescia è quella con la maggior percentuale di interventi per scabbia (il 13,2 per cento degli interventi in Lombardia, al secondo posto l’Ats di Pavia con 12,3). Quella della Brianza è invece la prima per tubercolosi (il 25,3 per cento, contro il 15 di Brescia).”

    • Certo Franco, ma devi approfondire: se é vero che la condizione di migrante comporta un maggior rischio di ammalarsi (é ovvio, vengono da condizioni terribili) non é vero che i migranti costituiscano un pericolo sanitario per noi.
      Gli aumenti rilevati di malattie infettive riguardano i migranti, non gli italiani.
      Basta trattare chi ha la scabbia con una crema e l’infestazione é finita lì.
      La positività alla Mantoux non significa essere infettivi, la tubercolosi non si contrae facilmente ed infatti non sono segnalati aumenti di casi di tubercolosi tra gli italiani.

      • Poco credibile che i migranti non costituiscano pericolo sanitario, soprattutto se vengono da condizioni terribili. Non sono informato, ma siamo in democrazia e c’è diritto di parola anche per gli ignoranti (= che ignora), dubito fortemente che in tutti i paesi ci sia una politica di prevenzione e di controllo delle malattie, se per avere il permesso di soggiorno ci fosse l’obbligo di dimostrare l’avvenuta vaccinazione (come per gli italiani), non so quanti migranti clandestini avremmo in casa. E’ giusto che in Italia ci si vaccini? bene chi viene in Italia dev’essere vaccinato, se è ancora in tempo può sempre farlo a proprie spese.

        • Siamo tutti ignoranti, perché possiamo sempre conoscere di più.
          E gli epidemiologi, coloro che studiano come si diffondono le malattie, ci informano che i migranti non sono vettori di malattie per noi pericolose.
          Se uno ha dubbi (sempre utilissimi per attivare la curiosità) può documentarsi facilmente in rete.

          Sulle vaccinazioni dobbiamo considerare il cosiddetto effetto gregge: avere tassi di vaccinazione alti protegge anche la persona non vaccinata (perché magri non può vaccinarsi), per contro un basso tasso di vaccinazione permette al virus/batterio di diffondersi nella popolazione.
          Quindi più se ne fanno, di vaccini, meglio é, ma per le malattie che già circolano tra di noi (la varicella per esempio), non per quelle che potrebbero arrivare dai migranti.

  2. Il caso di scabbia a Lumezzane, per inciso, é già risolto, si appende dalla scuola. una banale pediculosi avrebbe avuto uno strascico più grave.

    Se si vuol capire e conoscere, basta informarsi da fonti serie, altrimenti si finisce come Forza Nuova di Lumezzane che ha diffuso un comunicato allarmistico dove si sostiene tra l’altro che la scabbia si diffonde a causa dell’acqua sporca.

    L’idiozia non si cura, ma l’ignoranza sì.

    Quindi approfondiamo le conoscenze (per l’idiozia pazienza) ma con fonti serie.
    https://www.unhcr.it/risorse/carta-di-roma/fact-checking/rifugiati-salute-dalla-tbc-alla-scabbia-dati-smentiscono-gli-allarmi-infondati

    Se é vero che la condizione di migrante comporta un maggior rischio di ammalarsi (ovvio) non é vero che i migranti costituiscano un pericolo sanitario per noi. Gli aumenti rilevati di malattie infettive riguardano i migranti, non gli italiani.

    Il problema principale dal punto di vista infettivologico in Italia riguarda caso mai la scarsa copertura vaccinale, a volte inferiore a quella di certi paesi africani.

  3. La vera idiozia é pensare che la nostra salute sia minacciata a causa dell’immigrazione.
    Gli epidemiologi ci dicono che non é affatto vero (naturalmente sono in comblotto con quelli che dicono che i reati sono in calo…..).
    Caso mai siamo a rischio perché non ci vacciniamo abbastanza da malattie che non sono importate, ma sono tra di noi: morbillo, varicella, rosolia, influenza, pneumococco.
    C’é anche qualche idiota che non vuole ne i vaccini ne l’obbligatorietà dove é necessario.

    • Molti medici, virologi ed infettivologi, stanno solo constatando dal punto di vista epidemiologico che sono le condizioni igiencihe disastrose ed il sovraffolamento insostenibile degli immigrati nei Paesi in cui arrivano a determinare l’insorgere di patologie alcune un tempo debellate e su tutte: tubercolosi. scabbia, difterite, infezioni gastro-intestinali. E quindi condivido e riscrivo:” la vera rogna è aver fatto arrivare di proposito, senza regole e senza controlli persone che poi sono a grave rischio di insorgenza di patologie gravi e pericolose per loro e per le comunità in cui si trovano ospitati”. E contro questa idiozia non c’è vaccino che tenga…

  4. Che di scabbia non si muoia è vero, ma è davvero una rogna, come era chiamata dalla medicina storica fin da Dante: “e lascia pur grattar dov’è la rogna”
    Ma oggi rogna non si può più dire (come infelice o poveretto invece di diversamente abile). Comunque i nostri ospiti afro-asiatici, tanto cari al papa, alla Boldrini e a Carlos potrebbero farsi almeno un bagno alla settimana, sfregandosi bene, per la rogna non guasterebbe.
    Quanto a morbillo e varicella li ho fatti tutti e due senza vaccini: il morbillo a 8 annni e la varicella a 52 e sono ancora vivo e vegeto fino a 63 anni; mi manca la rosolia, ma spero in bene.

    Andrea Breda

    • Andrea sei ignorante, nel senso letterale e non offensivo: di ignoranza si può guarire, basta informarsi.
      Lavarsi é una buona norma per non puzzare, ma l’acaro della scabbia non fa differenza tra persone pulite e persone sporche. Se c’é la scabbia bisogna curarla con una crema. Punto.

      Io non amo gli “afro-asiatici” diversamente dagli altri, forse sei tu che li odi .

      Se hai fatto la varicella, sappi che il virus é ancora dentro di te e potrebbe riattivarsi con il “fuoco di Sant’Antonio”, dolorosissimo e potenzialmente pericoloso proprio come la varicella . Un mio caro amico é addirittura morto per una encefalite da riattivazione del virus della varicella, aveva 65 anni.
      Chi fa il vaccino contro la varicella non corre questi rischi.

      Ti auguro ovviamente ogni bene.

      • Certo che per la scabbia in istato avanzato servono medicamenti, ma l’igiene personale
        e degli ambienti è considerata essenziale dagli epidemiologi per la prevenzione, nè più nè meno come la pulizia delle case per evitare l’invasione degli scarafaggi.
        Non sono proprio tanto ignorante. Nei confronti degli afro-asiatici non ho speciali pregiudizi, se non che sono davvero troppi. Ma basta che lavorino, paghino le tasse, non rompano le balle e si lavino quel che basta. Mi pare il minimo sindacale.
        Andrea Breda

        • Hai mai preso i pidocchi da piccolo? Non per questo sei un zozzone.

          Come i pidocchi, anche gli acari si trasmettono sia alle persone sporche che a quelle le pulite. Il trattamento va fatto subito, non solo nei “casi avanzati” , per bloccare la diffusione dell’insetto. Così é stato fatto a Lumezzane ed il caso é chiuso.

          Gli acari sono democratici, non discriminano per ceto, sesso o etnia.
          I pidocchi invece sono razzisti (e viceversa): non amano gli asiatici, perché hanno capelli troppo grossi e faticano ad attaccarsi.

          • Io, deo gratias, non ho mai avuto i pidocchi, come peraltro i miei genitori e i miei nonni che pure non erano signori e vissero in tempi in cui ci si faceva un bagno completo una volta al mese (ma ci si lavava le parti intime e i piedi e si cambiavano le mutande tutti i giorni).
            Mia figlia invece una volta li ha presi insieme ad altri compagni, e guarda caso proprio quando arrivarono in V elementare due zingarelli assai maleodoranti. Insomma all’origine ci deve essere qualcuno che non si lava abbastanza.
            Andrea Breda

  5. Tranquilli genitori di Piattuco, di scabbia non é mai morto nessuno e si guarisce con una crema.

    Preoccupatevi delle malattie vere.

    Quando Salvini e il Berlusca toglieranno le vaccinazioni, i vostri bambini si ammaleranno davvero, di morbillo, di varicella, di rosolia, etc….
    Allora sì che dovremo preoccuparci per i nostri bambini.