(red.) E’ difficile prevedere quali siano i “motivi personali” che abbiano spinto Roberto Maroni a non rincandidarsi per la presidenza di Regione Lombardia. E’ insolito, comunque, che un politico esperto rinunci a una possibile rielezione senza delle motivazioni importanti. La posta in gioco infatti è molto alta. 

Maroni, con questa mossa, riapre di fatto le elezioni in Lombardia, dando nuovo slancio al candidato del Pd, Giorgio Gori, che sapeva di essere in svantaggio rispetto al governatore uscente e che vede aumentare le proprie chance di vittoria, prima ridotte a un lumino. Il nuovo candidato del centrodestra sarà il leghista Attilio Fontana, ex-sindaco di Varese ed ex-presidente del consiglio regionale, uomo stimato e apprezzato, ma certo meno carismatico di Maroni in chiave elettorale. 

Secondo alcune voci l’ormai quasi ex-presidente lombardo avrebbe deciso di lasciare Palazzo Pirelli per un posto di alto livello a Roma. Sono molti, infatti, a ipotizzare per Maroni un ministero in caso di vittoria del centrodestra. Addirittura qualcuno parla di un BoBo Maroni premier qualora Forza Italia dovesse essere il primo partito della coalizione di centrodestra. Silvio Berlusconi, infatti, non potrebbe ricoprire l’incarico, e tutti sanno della stima che il leader Forzista ha nei confronti dell’esponente leghista. Al momento, però, non è esclusa nemmeno una candidatura come “semplice” parlamentare tra le fila del Carroccio. Le ipotesi sono tante, ma per avere la certezza delle mosse di Roberto Maroni si dovrà attendere il 4 marzo. Solo dopo le elezioni, infatti, il quadro sarà più chiaro.

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