(red.) L’autostrada A21, teatro martedì pomeriggio 2 gennaio di un gravissimo incidente che ha coinvolto due mezzi pesanti e un’auto e provocando sei vittime, tra cui due bambini, resta chiusa in direzione nord verso Brescia. Nel corso della notte gli agenti della Polizia stradale delle varie pattuglie di Brescia e Cremona hanno terminato le operazioni di rimozione dei due “bisonti” e della Ford Kia a bordo della quale viaggiava la famiglia di origine francese. Sono proprio i cinque componenti – tra i due bambini anche uno piccolo – rimasti carbonizzati all’interno dell’abitacolo.

 

La circolazione verso sud, invece, era stata riaperta intorno alle 18, oltre tre ore dopo la tragedia. Nel corso della giornata di mercoledì 3 gennaio la Polizia stradale tornerà sul posto per completare i rilievi e accertare la dinamica dello scontro, così come ci saranno verifiche tecniche sul ponte della provinciale 24 che è stato chiuso alla circolazione. Infatti, il vasto incendio e il fumo provocati dallo scontro con l’autocisterna hanno coinvolto il cavalcavia che collega Poncarale a Montirone dichiarato inagibile e sul quale verranno svolti tutti gli accertamenti. Tra le vittime, si è riusciti solo a identificare l’autotrasportatore macedone, con cittadinanza italiana, alla guida del mezzo pesante che trasportava cereali.

 

Il conducente della cisterna, invece, in qualche modo è riuscito a salvarsi abbandonando il camion prima che prendesse fuoco. E lui stesso è già stato sentito dagli inquirenti per le prime informazioni sulla dinamica. Al contrario, è impossibile al momento dare un nome ai cinque occupanti della Kia rimasti carbonizzati. I loro resti sono stati ricomposti all’ospedale di Brescia dove la Polizia scientifica locale e di Milano eseguiranno i test del dna. Sarà fondamentale poi il contatto con il consolato francese partendo da un pezzo di targa dell’auto con cui ricavare il numero di telaio e poter identificare la famiglia.

Sul posto per tutti gli accertamenti del caso, oltre ai mezzi di soccorso, sono giunti anche i tecnici della Provincia di Brescia, il sostituto procuratore di Brescia Roberta Panico che si occupa delle indagini, il questore di Brescia Vincenzo Ciarambino e in serata anche i biologi. In seguito al tragico incidente sono giunte le prime testimonianze tra chi era in coda e a pochi metri di distanza dallo scontro. Tra gli automobilisti regna lo shock per quanto si è visto, soprattutto a partire dall’auto con la famiglia carbonizzata. Ora ci vorrà tempo per conoscere tutti gli elementi, mentre si allunga la scia di incidenti mortali sul tratto di strada. L’ultimo grave in ordine di tempo era stato nel marzo del 2016 con quattro vittime, ma già in passato l’autostrada si era distinta per drammatici episodi del genere.

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