(red.) Attraverso un pezzo di targa e i contatti con il consolato e la Polizia francese si è riusciti a identificare il proprietario dell’auto transalpina che martedì 2 gennaio è rimasta carbonizzata nell’inferno dell’autostrada A21 a Montirone, nel bresciano. E’ però da capire se lo stesso titolare – un francese – della vettura, a bordo della quale c’erano cinque persone, tutte morte bruciate nell’incendio, stesse guidando o comunque se fosse all’interno. L’auto è stata tamponata da un camion di cereali il cui conducente è deceduto e finita poi contro l’autocisterna carica di gasolio che ha preso fuoco per un tragico totale di sei vittime.

L’autostrada A21 resta chiusa in direzione nord, con uscita obbligatoria a Manerbio. Mercoledì mattina 3 gennaio sono iniziate anche le verifiche al cavalcavia della sp 24 tra Poncarale e Montirone e che resta inagibile e chiuso al traffico. Intanto, sarebbero state evidenziate le cause che hanno portato al tragico incidente. Secondo il comandante della Polizia stradale di Brescia Barbara Barra, il conducente – che è deceduto – del mezzo pesante che trasportava cereali si sarebbe distratto. Sulla carreggiata, infatti, la circolazione era in rallentamento anche perché si stavano compiendo i rilievi sulla direzione opposta e per un altro scontro. La presenza di curiosi in direzione nord avrebbe fatto rallentare il traffico.

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