(red.) Resta ancora lo shock dopo quanto successo nel tragico incidente stradale di martedì pomeriggio 2 gennaio sull’A21 a Montirone, nel bresciano, con la morte di sei persone, di cui due bambini. Gli accertamenti sono in corso e ripresi mercoledì, mentre si stanno anche identificato i cinque componenti della famiglia francese e tutti rimasti carbonizzati nell’auto. Ma nel frattempo è arrivato anche il commento dell’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale (Asaps) che, oltre a esprimere cordoglio per la tragedia, segnala altri elementi.

“Questa tragedia immensa è la certificazione del fallimento della sicurezza stradale nel nostro Paese – dice il presidente Giordano Biserni ripreso da Il Giorno.- Sono sconvolto, è una sconfitta per chi come noi si batte quotidianamente per garantire le vite sulle strade italiane, con leggi come quella dell’omicidio stradale. Le prime indiscrezioni parlano di distrazione o di una strettoia sotto accusa. Il voyerismo stradale è una delle prime cause di morte negli schianti. Se, come sembra, questo camion abbia rallentato da 130 chilometri orari a 80 in pochi metri, significa che è diventato improvvisamente un proiettile sparato contro la povera automobile. Una soluzione contro la piaga della distrazione stradale che provoca incidenti? Sbarrare tutte le autostrade con un muro tra le due carreggiate non si può, dunque bisogna rispettare le regole”.

L’incidente ha coinvolto due mezzi pesanti e su questo si esprime la stessa Asaps. “Ci sono troppe criticità ancora nel settore degli autotrasporti. L’utilizzo su gomma per le merci è eccessivo, bisogna trasferirne gran parte sulle ferrovie. In più – dice Biserni e ripreso dal quotidiano – per le imprese italiane conviene assumere dipendenti dell’Est, che costano meno rispetto ai colleghi italiani. La concorrenza dei camionisti caucasici, balcanici e slavi è troppo forte. Sono sempre di più poi i camionisti che taroccano il cronotachigrafo, manomettendo i tempi di guida così da risultare a riposo quando invece sono in marcia. Saltano i riposi obbligatori settimanali e guidano a velocità più elevate di quelle consentite. Ma perché lo fanno? Perché sono costretti, altrimenti rischiano il licenziamento”. E dalla Confartigianato Trasporti di Brescia, per bocca del presidente Tiziano Frisoni, si sottolinea che quell’autostrada è sempre stata sicura.

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2 Commenti

  1. Il fallimento consiste di considerare come fattore di rischio solo la velocità.
    Da quando in autostrada è stato installato il sistema Tutor, si è visto progressivamente l’abbandono delle pattuglie della Polstrada, con la conseguenza che oggi si controlla solo la velocità in modo automatico, la quale è solo uno dei potenziali elementi che contribuiscono a creare le situazioni di pericolo, e nemmeno il principale.
    Mezzi inadeguati, senza revisioni, pneumatici ultrausurati, distrazioni elettroniche (e non solo) varie, taroccamento dei cronotachigrafi, autisti pure incapaci, spesso dell’est perchè costano meno, mancanza di istruzione su come si deve guidare in autostrada. Ecco solo alcuni fattori importanti di rischio, sui quali dovrebbe essere concentrata l’attenzione e i relativi controlli da parte degli organi competenti. Invece nulla, le pattuglie della Polstrada nelle autostrade ormai brillano per la loro assenza.
    ► Meglio lasciar fare alle macchinette, che fa rima con marchette. Ecco i risultati.

    > Un pensiero a queste povere vittime e alla loro morte atroce. †